La manifestazione
Torner è pronto: «Ma questo Cgc è in gran forma»
Il talento spagnolo ha assistito dagli spalti alla sfida del Cgc: «Vorrei un pubblico così anche a Forte»
FORTE DEI MARMI. Tutta Forte dei Marmi giovedì sera era in attesa di scoprire chi sarebbe stato l'avversario dei rossoblù nella finale scudetto; e alla notizia che l'ultimo ostacolo da superare per riconfermare il titolo italiano sarà il Cgc Viareggio, tutto il pubblico versiliese è andato in fibrillazione (letteralmente: sul web sono in molti ad aver definito questo derby-finalissima come un evento "da infarto"). Direttamente sugli spalti del PalaBarsacchi invece ad assistere alla semifinale c'erano - fra un nutrito manipolo di fortemarmini - due rossoblù d'eccezione: l'allenatore Jorge Valverde e l'asso spagnolo Enric Torner. In "missione" per studiare i possibili avversari, hanno dunque potuto assistere in presa diretta al successo dei rivali facendo tesoro anche delle prime impressioni ricevute dal match contro il Breganze.
Torner, come le è sembrato il Cgc Viareggio giovedì sera?
«Una grandissima squadra, che merita davvero di essere arrivata a giocarsi una finale scudetto. Sarò sincero, non ho mai visto un Viareggio così forte come quello di giovedì sera: a mio avviso anche più concentrato e preciso che nei derby della regular season. Hanno lavorato molto e bene sulla mentalità dei giocatori secondo me, creando un gruppo estremamente coeso che di fatto è la loro vera forza».
Cosa l'ha preoccupata di più vedendo giocare così i vostri futuri avversari?
«Preoccupato non direi: se giochiamo da squadra mettendoci tutto il cuore e le qualità di cui siamo capaci possiamo batterli, non ho dubbi su questo. Però sicuramente la cosa che più mi ha sorpreso del Viareggio è il fatto che non ci siano solo uno o due giocatori di alto livello come ci si potrebbe aspettare: Montigel, Barozzi e i due Bertolucci sono campioni di indiscutibile valore, ma a stupirmi sono stati proprio tutti gli altri, anche i più giovani, che hanno giocato una partita assolutamente allo stesso livello di questi. Dal primo all'ultimo hanno dimostrato di essere una squadra omogenea di alto livello, e questo fa presagire una gran bella lotta in finale perché non credo ci sia alcun divario ormai tra le nostre formazioni».
Dunque derby sia: cosa farà la differenza?
«Il cuore, il coraggio, la mentalità con cui scenderemo in pista: non dobbiamo pensare a chi abbiamo di fronte, alla rivalità, così come dobbiamo dimenticarci del passato e dei tre derby persi quest'anno. Abbiamo un avversario che ci separa dallo scudetto e dobbiamo vincere, nient'altro».
Il mister ha condiviso qualche indicazioni tattica mentre guardavate la partita?
«Non ci siamo parlati: lui era molto attento a quel che succedeva in pista. Io invece mi sono goduto la serata quasi più come un tifoso: mi è piaciuta moltissimo l'atmosfera e il tifo oceanico sugli spalti. Spero che anche in questa finalissima sarà così, anche a Forte dove ultimamente è un po' mancato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
