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Versilia

Valverde: «Dovrò lavorare sulla testa dei giocatori»

di Gabriele Buffoni
Valverde: «Dovrò lavorare sulla testa dei giocatori»

Il nuovo tecnico rossoblù arriverà lunedì dal Venezuela dove vive con la moglie «Tecnicamente siamo la squadra più forte, spetta a loro convincersene»

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di Gabriele Buffoni

FORTE DEI MARMI

Arriverà lunedì il nuovo allenatore del Forte dei Marmi Jorge Valverde: chiamato dalla società a traghettare il Forte verso la conquista del secondo scudetto, il tecnico è infatti attualmente ancora in Venezuela dove insieme alla moglie risiede ed è proprietario di un locale. Dalla prossima settimana dunque inizierà la (breve) parentesi Valverde sulla panchina rossoblù: l'accordo con il neo tecnico è infatti circoscritto solo a questi ultimi mesi di campionato, mentre per la prossima stagione niente di ufficiale è ancora stato dichiarato dalla società. Di certo Jorge Valverde non potrà ricoprire l'incarico per l'anno venturo proprio a causa della sua attività in Venezuela che a fine stagione tornerà a gestire.

Mister Valverde, com'è tornare a Forte dopo 27 anni?

«Con Forte dei Marmi ho un legame splendido: quando sono arrivato in Italia la prima volta è stato qui in Versilia e mi sono trovato subito molto bene arrivando con il tempo a coltivare amicizie che ritengo importantissime. Proprio per questo quando mi hanno contattato mi sono subito reso disponibile: quando degli amici me lo chiedono, non sono il tipo che esita a dar loro una mano».

Lei è stato idolo per i tifosi rossoblù, anche se quest'anno tante sono state le polemiche interne alla tifoseria stessa: che ambiente pensa di trovare e come si relazionerà con gli ultras?

«Sono felicissimo innanzi tutto che questo legame da parte loro sia ancora forte, anche perché è perfettamente ricambiato da me: un pezzo del mio cuore l'ho lasciato a Forte, l'altro a Valdagno dove ho anche conosciuto mia moglie, e sono realtà che mi hanno reso l'uomo che sono oggi. Con i tifosi c'è sempre stato un ottimo rapporto quando ero giocatore e la mia speranza, ma anche la mia volontà, è di riallacciarlo subito. Delle tensioni precedenti non mi importa: io sono aperto al dialogo con tutti quanti e la priorità sarà stringere ancor di più il legame tra squadra e tifosi. È una cosa imprescindibile per me».

Quale sarà la "ricetta Valverde" con la squadra?

«Credo che sul profilo della qualità tecnica non ci sia molto da lavorare. La squadra la conosco, anche se dal Venezuela non è facile seguire il campionato italiano, e perciò ritengo che il problema di quest'ultimo periodo sia più mentale che tecnico: la prima cosa che farò sarà parlare con i giocatori, uno per uno, e far capire loro che sì, hanno tanto da perdere, ma devono avere la consapevolezza di essere campioni. Un giocatore che non se la sente di essere importante per la squadra e di assumersi le responsabilità per quest'ultimo obiettivo non mi serve. Voglio dei giocatori con la voglia di combattere fino alla fine: se il Forte torna a crederci, nessuno può competere».

Lei raccoglie l'eredità di Roberto Crudeli: che rapporti ha con il suo predecessore?

«Da giocatore l'ho incontrato diverse volte come avversario e tra noi c'è sempre stato reciproco rispetto. È un atleta di enorme valore e un grande allenatore che per la sua squadra ha dato tutto: cosa sia successo tra lui e la società non lo so e non mi interessa. Lui è e resta un campione che rispetterò sempre».

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