La manifestazione
Forte, non sei più tu E la Final four ora è un miraggio
Contro Breganze quaranta minuti ok, poi il crollo verticale Che la stessa società rossoblù definisce «inammissibile»
FORTE. Per 40 minuti, al PalaFerrarin di Breganze, è sembrato quasi che il Forte dei Marmi fosse tornato quello che solo tre mesi fa è riuscito ad umiliare una corazzata europea come il Liceo. Poi, negli ultimi dieci minuti, è stato il caos: subìto il 2-1, in pista tra le fila rossoblù si sono completamente spezzati i ranghi. Lasciando ampi spazi agli attaccanti veneti che hanno saputo approfittare a mani basse delle distrazioni fortemarmine. Condannando alla fine il Forte ad un 5-2 forse addirittura troppo penalizzante. Ora, il 21 marzo (quando ci sarà la gara di ritorno), mister Crudeli e compagni dovranno compiere una missione impossibile: vincere con 4 reti di scarto e riconquistarsi un posto nella Final four di Eurolega, onde evitare di veder sfumare il secondo obbiettivo stagionale nel giro di un solo mese.
«Abbiamo fatto un primo tempo intelligente, senza rischiare niente e creando anche più del Breganze - commenta amareggiato il ds Simone Mattugini - ma una squadra come la nostra non deve in dieci minuti subire così: non si può andare dall’1-1 al 5-1 lasciando gli avversari andare a segno praticamente ad ogni azione. Questo non va bene assolutamente, perché le possibilità ora di regalarci il sogno della Final four giocandosi un ritorno tutto in salita contro una squadra come il Breganze, e contro un portiere come Riccardo Gnata, sono veramente poche. Bisogna giocare come non stiamo facendo ora, e servirà un vero miracolo secondo me per qualificarci alla fase finale».
Questo Forte però ha le potenzialità di farcela, l’abbiamo visto ad inizio stagione: cosa serve per tornare a quei livelli?
«Il Forte dei primi tre mesi può vincere con tutti in Europa, ma bisogna essere onesti e parlare chiaro: il Forte degli ultimi tre mesi non è quello. Non so cosa è successo, ma non è facile riuscire a capire: i ragazzi il cuore ce lo mettono, ma il momento nero adesso sta diventando davvero troppo lungo. Non è ammissibile che una squadra abbia un crollo del genere in partite così importanti».
Le dinamiche dello spogliatoio possono aver influito?
«Lo spogliatoio, anche se la gente può dire quello che vuole, non ha problemi: ci fossero problemi di spogliatoio la società interverrebbe subito. Ora dobbiamo solo riprenderci da questa mazzata, perché la paura di perdere la Final four è davvero tanta. Ripeto, ci vuole un miracolo».
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