Gioco
Forte in fibrillazione Sull’addio di Crudeli si spaccano i tifosi
Il mancato rinnovo del contratto della bandiera rossoblù divide gli spalti. E c’è chi... trasloca per sostenere la società
FORTE. Con la vittoria sull’Herringen si è conclusa anche per il Forte dei Marmi la fase a gironi dell’Eurolega: adesso i rossoblù affronteranno ai quarti di finale (il prossimo 7 marzo) il Breganze, che uscito sconfitto dalla pista spagnola del Vic si è classificato al secondo posto nel girone B. Una sfida tutta in patria, dunque alla vigilia della Final Four. Questo tuttavia non è certo il periodo più sereno per i versiliesi: la notizia del mancato rinnovo di contratto all’allenatore-giocatore Roberto Crudeli ha scatenato accese polemiche sia sui social network che al palasport di Vittoria Apuana, dove la protesta a suon di striscioni del Gruppo Ramirez ha anche rimarcato una spaccatura interna alla tifoseria con tanti che, restando fiduciosi nelle decisioni della società, hanno lasciato la balaustra per prendere posto nella zona “dietro-porta”. Ma, tralasciando gli umori degli spalti, come sta vivendo questa situazione la squadra? L’abbiamo chiesto al capitano Pedro Gil.
«Quella di non rinnovare il contratto a Roberto - dice Gil - è stata una scelta che ha fatto la società e sono certo che se ha preso questa decisione, di certo non facile, è solo per il bene del Forte e del suo futuro. Evidentemente si è pensato che il cambio di panchina potesse portare qualcosa di nuovo. Ripeto, tutti noi dobbiamo avere fiducia in queste scelte e confidare che i dirigenti più di tutti vogliono continuare a vincere. Personalmente, penso che questa scelta sia data da più cose insieme, non per motivi futili come antipatie».
E riguardo alle proteste di alcuni tifosi?
«I tifosi sono sempre liberi di manifestare e di dire quello che pensano, sono il primo a dirlo. Bisogna però tener presente che quello che conta davvero è l’Hockey Forte, al di là di Roberto Crudeli o anche di Pedro Gil: giocatori e allenatori passano, ma le società restano. Io ad esempio sono tifoso del Real Madrid, ma anche quando vanno via giocatori importanti io continuo a tifare la mia squadra, pur non trovandomi d'accordo».
Parlando di hockey giocato: incontrare il Breganze è un bene o un male?
«Per l'hockey italiano di certo è positivo. Ci aspetta uno scontro difficile, perché con il tempo sono riusciti a integrarsi bene con l'idea di gioco del loro allenatore Cabestany. Il conoscersi non lo ritengo un vantaggio, perché vale anche per loro. Ad ogni modo li preferisco al Vic: giocano un hockey più aperto, più spettacolare, e sicuramente sarà un grande spettacolo disputare i quarti con Breganze».
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