Sicurezza
Il Forte torna in fuga E stavolta è Verona a fare... il Pedro Gil
Lo spagnolo resta in panchina per un malanno alla caviglia A togliere le castagne dal fuoco ci pensa il giovane talento
FORTE DEI MARMI. Il Forte dei Marmi ritrova dopo la vittoria di sabato sera contro il Lodi il +8 in classifica sul Breganze (sconfitto in quest'ultima giornata dal Matera e dunque bloccato nella sua corsa all'inseguimento dei rossoblù) e si invola, come già aveva tentato prima dello stop nel derby con il Cgc Viareggio, in una fuga solitaria da capolista assoluta della serie A1.
Un match duro, più difficile forse rispetto alle aspettative della vigilia sia per l'accanimento della sfortuna nei riguardi delle stecche fortemarmine (ben 9 infatti sono stati i pali e le traverse colpite dai vari Motaran, Orlandi e Cancela) che ha dato un evidente aiuto al già attentissimo portiere lodigiano Catala, sia per l'assenza in pista del capitano fortemarmino (nonché capocannoniere) Pedro Gil: colpito duramente alla caviglia durante il match contro Bassano di lunedì scorso, il pentacampione del mondo spagnolo ha assistito alla gara dalla panchina al fianco di mister Roberto Crudeli che intelligentemente ha preferito non rischiarlo.
Al suo posto, a guidare gli attacchi dei rossoblù, spazio invece ad Alessandro Verona: e il giovane talento fortemarmino, autore dell'importante gol del pareggio del Forte dopo l'iniziale svantaggio (cogliendo tra l'altro al volo un assist di Orlandi), ha ripagato la fiducia del tecnico con una prestazione che non ha fatto rimpiangere nemmeno il leader dei versiliesi.
Alessandro, una bella vittoria di un Forte baciato dalla sfortuna.
«È un risultato che più bugiardo non si può: abbiamo dominato in pista dal primo minuto fino al fischio finale, eppure i nostri avversari sono stati in partita fino all'ultimo. Loro hanno difeso bene, bisogna ammetterlo, ma siamo incappati nella classica "serata nera" dove tutto va storto: riuscire a vincere anche in questo caso però è il segnale distintivo di una grande squadra, perché bisogna vincere la sfortuna con la forza del gruppo. E noi abbiamo dimostrato di esserci».
In pista si è sentita l'assenza di Pedro Gil?
«Pedro è uno che fa la differenza, per cui non averlo per 50 minuti sicuramente ha inciso. Però penso che, sotto il profilo del gioco, abbiamo tutti dato prova che si può tenere testa ad un avversario difficile anche senza di lui: il Forte non è solo Pedro Gil, anche se certamente lui dà una marcia in più».
Quando ti riposavi in panchina ti abbiamo visto spesso a dialogo con lui: qualche consiglio dell'ultimo secondo o solo complimenti?
«Un po' tutti e due: oltre ad essere un campione Pedro è anche una grande persona e un amico. Sa quanto lo ammiro e con poche parole riesce sempre a incoraggiarmi e a tirare fuori il meglio non solo da me ma da tutti noi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
