Ha il 2 ma sembra un 10 Che forza questo Tazzini
Nel Pietrasanta re dei derby brilla la stella del giovane trequartista classe ’95 «In campo sono un tuttofare, l’importante è dare una mano ai miei compagni»
PIETRASANTA. A vincere il derby della Versilia storica domenica al "Necchi Balloni" di Forte dei Marmi è stato il Pietrasanta, al suo secondo successo in campionato contro una delle cugine (avendo già asfaltato, nella seconda giornata, il Camaiore per 3-1). Una vittoria di misura quella ottenuta contro il Real Forte-Querceta che, tra l'altro, è giunta solo grazie ad un discusso calcio di rigore concesso dall’arbitro al 4’ di recupero dopo lo scadere dei novanta regolamentari e realizzato da capitan Peselli. Nessuno però avrebbe potuto contestare qualcosa all'albiceleste pietrasantina: per tutto il primo tempo, infatti, la squadra di mister Della Bona ha dominato il campo e imposto il proprio gioco con grinta. Una caratteristica che certo non manca a Davide Tazzini, giovane trequartista classe ’95 che ha lasciato tutti di stucco domenica per due motivi: il numero 2 stampato sul retro della sua maglia (quantomeno insolito per un giocatore del suo ruolo) e le sue qualità palla al piede. Il diciannovenne infatti ha dimostrato di poter caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti clou della gara, facendo da motore trainante per la squadra biancoceleste sia in attacco, dove ha reso la vita difficile anche a difensori del calibro di Verdi e Mazzone con i suoi tiri e soprattutto con gli spunti offensivi per le punte Doretti e Mordagà, che a centrocampo, dove ha gestito alla perfezione in più di un'occasione la regia del gioco.
Insomma, la fiducia che mister Della Bona gli ha dato, affidandogli un ruolo chiave nel modulo di gioco messo in campo, non poteva essere ripagata in modo migliore. «L’importante è vincere, non quello che fa il singolo - si schernisce a fine partita, emozionato ma visibilmente soddisfatto - la vera forza di una squadra a mio avviso è sapere quando e quanto sacrificarsi per i compagni e per la vittoria del gruppo, ed è anche la mia filosofia: se c'è da fare una corsa in più in avanti, o se bisogna lottare su un pallone a centrocampo, lo faccio volentieri per aiutare i miei compagni a portare a casa i tre punti. Il gol? Ci ho provato - ammette Tazzini - anche perché non si può mai sapere: magari con una deviazione sarebbe entrata. E poi, con quello che abbiamo creato soprattutto nel primo tempo, il pareggio ci sarebbe stato molto stretto: per fortuna il rigore ci ha concesso una vittoria che sul campo abbiamo comunque meritato. Ora non ci resta che guardare alle prossime gare e continuare su questa strada: la squadra c’è e tutti noi ci crediamo».
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