Il Tirreno

Versilia

Ha ottant’anni il “Pietro Mennea viareggino”

di Alessandro Bracci
Ha ottant’anni il “Pietro Mennea viareggino”

Renzo Cavallini è un vero campione della categoria master «Un consiglio ai giovani? Sacrificarsi di più, non solo nello sport»

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VIAREGGIO. C’è chi ha coniato per lui l’appellativo di “Pietro Mennea viareggino”, chi lo definisce “il campione sconosciuto” a causa del suo carattere timido e gentile, poco incline alle autocelebrazioni. Parliamo di Renzo Cavallini, 80 anni, uno dei più grandi atleti che abitano oggi la perla del Tirreno. No, non è un refuso: il signor Renzo, nativo di Castelfranco di Sotto ma viareggino adottivo da ben 16 anni, è nato proprio nel 1934 ed ancora oggi lo si può veder correre lungo il viale dei Tigli mentre si prepara per le numerose gare podistiche stagionali.

Cavallini è un vero e proprio campione nella categoria master (dai 35 anni in su): nei suoi 38 anni di attività ha fatto incetta di medaglie, trofei e primati, senza aver pensato nemmeno una volta di fermarsi. «Mi sono preso un paio di mesi di vacanza dalle gare – ci dice - ma continuo ad allenarmi ogni mattina in attesa delle gare di settembre». Una passione quella per la corsa che è nata nel 1976, quando il signor Cavallini aveva già 42 anni: «È cominciato tutto per caso – confessa - mia figlia frequentava corsi di atletica leggera e seguendola mi sono appassionato anche io. Conoscendo gli addetti ai lavori ho capito quanto fosse bello questo mondo e ho cominciato a correre».

Da quel giorno Cavallini non ha più mollato questo hobby, tramutatosi ben presto in una vera e propria attività a tempo pieno che riempie le sue giornate da pensionato. E pensare che il signor Renzo nella vita ha fatto tutt’altro: «A Castelfranco lavoravo nel ramo delle calzature. Una volta sposatomi ho continuato l’attività a Firenze dove ho vissuto fino alla pensione, per poi trasferirmi a Viareggio». Nei suoi lunghi anni di impegno nell’ambiente delle corse, Cavallini ha ricoperto anche varie cariche dirigenziali presso Fidal (Federazione italiana di atletica leggera), tra cui, per otto anni, quella di responsabile del consiglio regionale nella categoria amatori-master. Inoltre è stato uno dei soci fondatori e direttore della prestigiosa maratona di Firenze. Tanta grinta e spirito sacrificio per il nonno corridore che, nonostante l’avanzare dell’età e qualche inconveniente del mestiere, non ha mai pensato di abbandonare la sua passione: «Quattro anni fa, ad esempio, durante il Giro dell’Elba – ci racconta - caddi per evitare un auto e mi feci male. Nonostante i consigli dei sanitari ho voluto correre lo stesso e alla fine ho addirittura vinto una tappa». Nella sua carriera ha conosciuto tanti preparatori e “colleghi” (alcuni noti come lo stilista Ottavio Missoni, già atleta di livello e poi pluricampione nella categoria master), ma non ha mai voluto allenatori: «Faccio tutto da solo, anche se alla mia età non disdegno ancora consigli». Inevitabile una battuta su Daniele Meucci, il maratoneta pisano che domenica scorsa ha conquistato l’oro agli europei di atletica in scena a Zurigo: «L’ho incontrato varie volte agli eventi Fidal e posso confermare che è un ragazzo serio, con un grande avvenire davanti a sé. La sua impresa è stata magnifica». Cavallini conclude con un invito ai giovani: «Dovete sacrificarvi di più, nello sport come nella vita. E’ importante condurre un’esistenza salutare, senza stravizi, che porti benessere al proprio fisico». Fatene tesoro: se a dirlo è un signore che a 80 anni continua a correre più veloce di tutti, qualcosa vorrà pur significare.

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