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Versilia

Zebre sull’orlo del baratro: presentato l’ultimo ricorso

di Roy Lepore
Zebre sull’orlo del baratro: presentato l’ultimo ricorso

Il neopresidente Filippelli: «Tutte le pratiche che servivano sono state fatte» Ma la Figc scrive: «La fidejussione non è stata emessa dalla Popolare di Vicenza»

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VIAREGGIO. La Viareggio del calcio è in apprensione per conoscere il destino della squadra che in questo momento è stata in pratica retrocessa in Terza categoria, dopo che la Figc lo scorso 18 luglioha revocato alla società bianconera la Licenza Nazionale ai fini della partecipazione al campionato di Divisione unica della Lega Pro. Ieri la società ha presentato ricorso per ottenere l'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro depositando anche querele relative alla fidejussione respinta. La società in un comunicato fa sapere che sta lavorando ininterrottamente per tutelare il nome dell'Esperia Viareggio, cercando di garantire un futuro sereno e glorioso. Il neopresidente Domenico Filippelli aggiunge inoltre: «Siamo fiduciosi per la buona riuscita del ricorso e chiediamo nel frattempo alla città di Viareggio un appoggio per tutti gli sforzi che la proprietà sta sostenendo».

Il numero uno bianconero in pratica si sente raggirato per ciò che è avvenuto. La fidejussione è stata fatta tramite un broker e poi l'istituto prescelto per l'operazione è stata la Banca Popolare di Vicenza. Il comunicato ufficiale della Figc pubblicato sulla pagina Facebook dell'Esperia Viareggio afferma che la prima fidejussione non è stata accolta in quanto emessa da una società di intermediazione finanziaria anziché da una banca e la seconda, allegata al ricorso presentato, «non era stata emessa dalla Banca Popolare di Vicenza, come risultava all'apparenza».

Dunque l'Esperia Viareggio «non ha soddisfatto tutte le condizioni e i requisiti richiesti per l'ottenimento della Licenza Nazionale per la stagione sportiva 2014-2015, ai fini dell'ammissione al campionato di competenza».

«Qualcosa non ha funzionato - ammette Filippelli - ed è per questo che intendo che venga fatta luce su questa vicenda. Non si può escludere una società dal partecipare al campionato, quando sono state fatte tutte le pratiche che dovevano essere fatte. Se non sono giunte comunicazioni ufficiali alla Covisoc è quello che dovremo stabilire per quale motivo è avvenuto tutto questo. Ripeto quello che ho già detto nei giorni scorsi: se non volevamo mantenere fede ai nostri impegni, non avremmo iniziato il ritiro a Montecatini, allestito la squadra, anche se doveva essere completata».

Filippelli si trova comunque proprietario del centro sportivo delle Bocchette. A Viareggio nessuno vuole pensare ancora ai dilettanti. Filippelli e gli attuali dirigenti potrebbero però solo gestire una squadra in Terza categoria. Diversamente c'è una norma delle Noif (norme federali) che consente al sindaco a nome della città di iscriversi in serie D o in Eccellenza, purchè sia costituita una società totalmente nuova della quale non possono far parte gli amministratori della vecchia.

La Figc trasferisce alla nuova società, che deve assumere una denominazione diversa dalla precedente, il titolo sportivo, ma non la proprietà dei cartellini di tutti i giocatori che, al momento della revoca della licenza, sono liberi di firmare con chi vogliono.

L'amministrazione comunale in questa fase sta approntando soluzioni per non far sparire il calcio a Viareggio, come ha dichiarato l'assessore allo sport, Andrea Strambi. Per ripartire dall'Eccellenza servono 100mila euro a fondo perduto, più la cifra per allestire la squadra e la gestione del campionato. Per affrontare la serie D occorrono subito per essere affiliati 300mila euro, più il resto.

Intanto il capogruppo di FI in consiglio comunale, Alessandro Santini, critica il silenzio totale del sindaco, Leonardo Betti su tutta questa vicenda e il fatto di avere abbandonato, Stefano Dinelli, quando a più riprese aveva chiesto aiuto nel corso degli anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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