La manifestazione
Leon d’Oro, la gioia nella notte più bella
I giallorossi di Marzocchino trionfano in finale contro il Ponte e tornano ad alzare il trofeo dopo 17 anni di digiuno
QUERCETA. Il Leon d'Oro miete un altro successo in quella che è certamente una delle sue annate migliori e si laurea "campione di Querceta" battendo di misura i campioni in carica del Ponte nella finalissima del Torneo di Calcio delle contrade del Palio dei Micci di Querceta. Un 2-1 meritato che rispecchia in pieno quello che si è potuto vedere in campo, maturato nei 90 minuti regolamentari: dopo l'iniziale vantaggio del Ponte infatti, con il solito Fusco in grado di insaccare di potenza su calcio di punizione dal limite un pallone forse anche un po' sporcato dalla barriera, nella ripresa i giallorossi sono stati capaci di imporre costantemente il loro gioco limitando al minimo sindacale le azioni offensive degli avversari e infine, nel giro di pochi minuti, di ribaltare completamente le sorti dell'incontro grazie ad un bel sinistro di Lorenzo Bugliani (tra i migliori in campo) e all'impeccabile battuta dal dischetto di Nicola Redomi (uno dei due "stranieri" ingaggiati dal Leon d'Oro).
A Marzocchino dunque si torna a festeggiare dopo 17 anni di digiuno: il Leon d'Oro infatti non sollevava il trofeo dal 1997, nonostante in questi anni sia riuscito ad approdare in finale altre tre volte; l'ultimo vano tentativo di conquistare la coppa fu lo scorso anno, quando in finale i giallorossi furono schiacciati proprio dal Ponte guidato da Fusco e Salini (autori entrambi invece, sabato sera, di una prestazione decisamente inferiore rispetto ai loro standard abituali). Stavolta invece la storia ha preso una piega diversa e in campo i cori e i colori delle bandiere sono solo quelli della contrada di Marzocchino.
Non può che rimanere delusa invece, in un lato del campo di gioco, la formazione di Vaiana che sognava una storica doppietta nell'albo d'oro della competizione e una vittoria capace di scacciare, forse, l'amarezza per le tante proteste (accesissime anche sui social network) derivanti dalla semifinale contro la Madonnina che anche nella sera della finalissima si sono fatte sentire: ignoti infatti sono riusciti ad infiltrarsi allo stadio "Buon Riposo" prima dell'arrivo di organizzatori e contradaioli e a tappezzare le tribune e gli spogliatoi (anche quello dell'arbitro Picchi che ha diretto la finale) con manifesti polemici riportanti la foto della "parata" di Massimo Bresciani non sanzionata che ha permesso al Ponte di arrivare a giocarsi il titolo condannando i gialloblù. E se c'è chi su questa "bravata" si è fatto due risate ritenendola uno sfottò di folklore, così non è stato per il presidente del Ponte Riccardo Giannelli che ha sottolineato a fine partita come «questi volantini siano una macchia su una bella serata di sport. Mi è molto dispiaciuto vederli, per giunta anche negli spogliatoi del direttore di gara: anche noi potremmo recriminare per il rigore al Leon d'Oro, così come altri».
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