Il Tirreno

Versilia

Il Viareggio scompare dal calcio che conta

di Roy Lepore
Il Viareggio scompare dal calcio che conta

La Figc boccia il ricorso della nuova società sulla fidejussione contestata. Le zebre ripartiranno (forse) dai dilettanti

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Il Viareggio cancellato dal calcio che conta. La sentenza che nessuno voleva ma che in molti, purtroppo, si aspettavano è arrivata a metà pomeriggio. La Figc ha respinto il ricorso dell’Esperia sulla fidejussione e, di fatto, ha escluso la squadra bianconera dalla Lega Pro. La nuova proprietà subentrata a Stefano Dinelli dopo undici anni, con in testa il presidente Filippelli, ha subito annunciato che presenterà ulteriore ricorso. Ma le speranze di vedere le zebre ai nastri di partenza del nuovo campionato di serie C sono praticamente nulle.

E le conseguenze della revoca della licenza da parte della Figc sono pesantissime. Automaticamente, da ieri, tutti i tesserati dell’Esperia Viareggio sono svincolati, compresi i calciatori del settore giovanile. «Non capisco cosa possa essere successo per arrivare alla nostra esclusione», prova a spiegare il presidente Filippelli, che da quando ha assunto la guida della società ancora non si è mai presentato pubblicamente alla stampa e alla città. «Sono sorpreso perché la copertura finanziaria relativa alla fidejussione di 600mila euro l’abbiamo effettuata tramite un brocker attraverso la Banca Popolare di Vicenza. Cosa sia accaduto nel frattempo non lo so. Mi è stato riferito dai responsabili della banca che erano in ferie i funzionari che si occupano delle fidejussioni e quindi questo può avere provocato il problema in quanto alla Covisoc non è arrivata la comunicazione del versamento. Quanto accaduto ha dell’incredibile, perché ho acquistato da Stefano Dinelli il Viareggio figurando personalmente come il proprietario. Ho versato nei giorni scorsi una cifra per il ripianamento dei debiti ed abbiamo iniziato il ritiro in anticipo rispetto altre società proprio perché la squadra è tutta nuova per una maggiore amalgama. Nel frattempo abbiamo iniziato la campagna acquisti, quindi se non avessimo avuto intenzioni serie avremmo agito diversamente».

Ed allora come spiega quanto accaduto? «Per il momento voglio capire bene cosa sia realmente successo, poi prenderemo le decisioni. Una cosa è certa: non mi rassegno così facilmente, perché abbiamo acquistato la società, perché eravamo convinti del nostro progetto. Insieme a tutta la dirigenza siamo a amareggiati, rattristati e soprattutto - ripeto - sorpresi. E nei prossimi giorni presenteremo un ricorso. Ho deciso di affidare le pratiche per il ricorso a quattro legali di fiducia affinché si faccia chiarezza su questa esclusione anche in forza del fatto che nella storia della Figc esiste già un precedente. Chiediamo qualche giorno di tranquillità per poter lavorare con i legali ed espletare tutte le pratiche necessarie per il ricorso per l’ottenimento della Licenza Nazionale. Comprendo la delusione dei tifosi in questo momento, ma noi siamo più delusi di loro, perché ribadisco ancora una volta i soldi li abbiamo versati. Cercheremo di far valere le nostre ragioni».

L’ex presidente Stefano Dinelli, prima di rilasciare dichiarazioni in merito a quanto accaduto, vuole vedere le carte. «A quel punto - spiega - convocherò una conferenza stampa e spiegherò come sono arrivato alla cessione della società a Domenico Filippelli. Ribadisco quello che ho detto nel mio saluto: lo ringrazio perché ha salvato la mia azienda e se ha commesso errori lo ha fatto certamente in buona fede».

La sostanza di quanto accaduto, però, è che il Viareggio si ritrova fra i dilettanti. «Intanto presenterà ricorso, quindi vedremo cosa può accadere, poi deciderà lui il da farsi, nell’ eventualità se vorrà rimanere per proseguire a far calcio in altre categorie».

Poi Dinelli si toglie uno dei tanti sassolini dalla scarpa. «Adesso a tutti interessa il Viareggio. A settembre, però, come ho detto, la società sarebbe fallita se non avessi trovato 30mila euro fra amici e alcuni che mi hanno dato un mano. Per il resto c’è stata totale indifferenza. Prima devi morire e poi si muove la gente. Compreso il Comune».

E proprio l’amministrazione, con il presidente del consiglio comunale Beppe Vannucchi e l’assessore allo sport Andrea Strambi, stanno cercando delle soluzioni per non far scomparire il calcio a Viareggio. Verranno sentite anche le intenzioni di Filippelli. In Comune anche stamani è fissato un altro incontro.

Intanto circolano anche i nomi dell’ex presidente Mauro Maurelli e di Enzo Giannecchini, ex socio di Stefano Dinelli, fra alcuni dei personaggi che potrebbero essere coinvolti in questa rinascita. Il Viareggio dovrà avere una nuova affiliazione e un nome nuovo.

Ieri pomeriggio, intanto, fuori dello stadio si sono trovati alcuni tifosi che speravano di incontrare la dirigenza. Ma allo stadio non c’era nessuno. Alcuni nei giorni scorsi avevano parlato con i dirigenti avendo le assicurazioni che tutto era a posto.«Non avremmo creduto di ritrovarci in queste condizioni – dicono – dal Comune però dovevano venire allo stadio per conoscere i nuovi proprietari, visto che sono arrivati nella nostra città. Ed invece nessuno si è mosso. Ancora una volta il nome di Viareggio, per colpa di altre persone, è salito alla ribalta delle vicende calcistiche per un’altra brutta storia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa