Gioco
Bufera sull’hockey: undici società all’attacco della Lega
L’Spv e altre dieci squadre da sei mesi chiedono i bilanci ma non riescono ad ottenerli. E ora passano alle vie legali
VIAREGGIO. Non hanno ricevuto le informazioni sui bilanci della Lega hockey che hanno inutilmente chiesto da più di sei mesi. E così l’Spv Viareggio ed altre società di hockey (Breganze, Trissino, Sandrigo, Roller Bassano, Montecchio Precalcino, Thiene, Matera, Sarzana, Pieve 2010, Polisportiva Nuova Molinese) si sono rivolti ad un avvocato. E l’iniziativa legale potrebbe essere sposata anche da altre società.
«Abbiamo il diritto - scrive l’Spv in un comunicato stampa - di controllare i conti e di prendere cognizione della situazione patrimoniale del loro sindacato (la Lega Hockey appunto) che facendo approvare, per Statuto, i bilanci dal consiglio di amministrazione di fatto esclude le società da ogni forma di controllo preventivo. Le società però versano alla Lega ingenti somme, sotto forma di quote associative, tasse stranieri ecc.: pare del tutto normale sapere che fine fanno i soldi che le medesime, sempre con maggior fatica, riescono a reperire per svolgere l'attività sportiva che tanto amano. Questa richiesta, del tutto legittima, si è peraltro rivelata via via più impellente, per verificare quello che anche la stessa Lega ha ammesso: non tutte le società hanno pagato quanto dovuto. Il che, se fosse confermato, sarebbe quanto meno scorretto: anzi si tratterebbe di "concorrenza sleale". Stanche di ricevere immotivati rifiuti le società promotrici di questa iniziativa hanno deciso di rivolgersi ad uno studio legale che ha diffidato la Lega a provvedere alla consegna dei documenti contabili richiesti, minacciando in difetto il ricorso all'autorità giudiziaria.
Del tutto spropositata quindi la reazione dei vertici di Lega Hockey (segretario, presidente e Cda) che hanno deciso unilateralmente di revocare la convenzione con la Federazione per l'organizzazione dei campionati e, addirittura, di annullare decisioni prese dall'assemblea delle società lo scorso 8 giugno. Decisione che, in questo caso, parrebbe addirittura non conforme allo Statuto della stessa Lega poiché le decisioni assembleari dovrebbero essere annullate dallo stesso organo assembleare e non da altri.
Del tutto immotivata, poi, la versione del presidente Leo Siegel che lamenta infondate "rivalse elettorali" da parte di queste società, che magari non lo avranno votato, ma che non si sono mai tirate indietro dai propri doveri e hanno accettato pacificamente l'esito elettorale. Semplicemente vogliono sapere se la Lega Hockey funziona correttamente dal punto di vista contabile oltreché amministrativo e, diversamente dal passato, non sono più disponibili a "delegare in bianco" l'amministrazione del loro amato sport.
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