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Cgc, Palagi non si sbilancia sul futuro dopo Mariotti

di Gabriele Noli
Cgc, Palagi non si sbilancia sul futuro dopo Mariotti

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VIAREGGIO. L’uomo del destino del Cesena che festeggia il ritorno in Serie A ha i capelli lunghi e due polmoni d’acciaio. Il pallone che Emmanuel Cascione ha preso in mano al minuto 94 del match del “Francioni” contro il Latina pesava quanto una piuma. Perché il centrocampista viareggino dalla sua aveva sangue freddo ed esperienza da vendere.

Attende il fischio dell’arbitro, spiazza il portiere e corre a esultare sotto la curva romagnola, di quei tifosi che lo hanno accolto a braccia spalancate. Il coronamento di una stagione contrassegnata da tante difficoltà. «È stata una annata sofferta - commenta - con diversi alti e bassi dovuti agli infortuni che non mi hanno dato tregua. Siamo arrivati in forma ai play-off e ora gioiamo per questo grande traguardo. Ancora non ci rendiamo conto dell’impresa compiuta».

Cascione è uno specialista dal dischetto: nel corso del campionato era andato a segno anche contro il Padova dell’altro viareggino Musacci e la Juve Stabia. «Mercoledì sera - racconta - prima della partita, ero piuttosto teso. Avevo detto a Marilungo che se ci fosse stato un rigore non lo avrei battuto, poi mi sono tranquillizzato e ho cambiato idea».

Un viareggino allenato da un tecnico che per due stagioni (dal 1989 al 1991) ha indossato la maglia delle zebre, Pierpaolo Bisoli. «Gran parte del merito per questa promozione è suo - dice Cascione - ha dato un’impronta precisa alla squadra, per lui l’aggressività è una dote fondamentale che i giocatori in campo devono avere».

Secondo salto nella massima categoria nel giro di due anni. I punti di contatto tra Cesena e Pescara sono pochissimi: «In quella squadra giocavano Insigne, Immobile e Verratti: non mi stupisce vederli al Mondiale, sapevo che sarebbero diventati dei campioni. E poi Zeman, quando battezza un giocatore, non sbaglia (scherza, ndr). In Romagna ho vissuto un’annata da protagonista, ero un punto di riferimento per i miei compagni più giovani».

Cascione è arrivato al Cesena in prestito dal Parma, dopo che nell’estate 2013 aveva rescisso col Pescara. Cosa ne sarà del suo domani, però, il mediano ancora non lo sa: «Onestamente non ci ho ancora pensato - ammette - Certo, se il Parma manifestasse l’intenzione di tenermi, io sarei contento di giocarmi le mie chance, ma a Cesena sto bene, sarei contento anche di disputare un anno di Serie A da protagonista con questa maglia. Sono comunque convinto di poter proseguire per diversi anni, perché mi sento bene e mi piace dare sempre il massimo, senza risparmiarmi. Voglio emulare Vitaliano Bonuccelli (ride, ndr)».

Ha dato un calcio ai periodi bui, Cascione: «Al di là della dedica scontata alla mia famiglia, non nego di averci messo tanto del mio». Due promozioni in A, ma anche due gol alla Juventus (stagione 2012/13). Cascione cosa sceglie? «Sono soddisfazioni diverse tra loro. Ognuna, a suo modo, mi è rimasta nel cuore».

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