Finanza
Il decano dei dirigenti versiliesi
Paolo Bartolini è il punto di riferimento dei colleghi: devo tutto a Giacomo Pezzini
VIAREGGIO. È il decano dei dirigenti di calcio versiliesi oltre che uno dei più competenti. Pochi come Paolo Bartolini possono vantare un’approfondita conoscenza delle carte federali. Una competenza maturata in quasi un quarto di secolo di attività e che Paolo mette a disposizione di tutti quei dirigenti che prima di commettere qualche errore nel procedere al tesseramento di un giocatore o all’inoltro di un reclamo preferiscono contattarlo.
La passione di Paolo per il calcio parte da ragazzino, a metà degli anni sessanta del secolo scorso quando veste le maglie della Croce Verde e dell’Iskra formazione nella quale ha come compagno Marco Columbro. Chi lo ricorda in campo con i pantaloncini corti narra di un numero dieci, alla Rivera come si diceva in quegli anni, dotato di buona visione di gioco, e piedi educati anche se troppo lento. «È vero – sorride – piedi buoni ma lento come una lumaca».
Dopo avere appeso gli scarpini al chiodo rimane però nell’ambiente. L’occasione di lavorare dietro una scrivania all’inizio degli anni novanta gliela offre Giacomo Pezzini, al tempo deus ex machina della Torrelaghese. «Dico sempre che Giacomo è stato il mio maestro. E insieme ci siamo tolti diverse soddisfazioni come la vittoria nel campionato di Prima Categoria. Lo devo a lui se ho iniziato a fare il segretario e poi anche il direttore sportivo in alcune società della Versilia». Paolo ha lavorato con molte società delle quali ha messo al servizio la sua professionalità anche se quella che sente veramente “sua” è il Bozzano. “Il Bozzano che fu” ci tiene a precisare «anche se c’è ancora un Bozzano che disputa la Terza Categoria il “mio” Bozzano, quello al quale sono legato indissolubilmente è quello che aveva come figura di riferimento Eugenio Franceschi, il Beck come veniva chiamato da tutti. Un grande appassionato oltre che un fine intenditore della materia calcistica. Sono stati anni che ricordo sempre con grande piacere».
Grazie al suo impegno ha lasciato un buon ricordo anche a Piano di Conca «con il presidente Brunello Palmerini ed il tecnico Moreno Rossi vincemmo la Prima Categoria», al Viareggio dove è stato il primo segretario della neonata Esperia nell’estate del 2003 e all’Unione Quiesa «conquistammo un quarto posto nel campionato di Prima Categoria con Dini allenatore e di quella stagione come diesse ricordo che andai a pescare Palazzolo che in pratica aveva smesso di giocare e che invece si rivelò un acquisto azzeccato».
Anche se l’ambiente del calcio è mutato rispetto agli anni a cui fa riferimento, Paolo continua a rimanere volentieri nell’ambiente. «Ci vuole passione ed io ne ho ancora tanta. Ecco perché quando in estate il mio amico Auro Morgantini mi ha chiesto di dargli una a costruire il nuovo Bargecchia non ho rifiutato pur sapendo che la stagione sarebbe stata difficile. Stiamo lottando per evitare l’ultimo posto, un impresa non facile ma che mi auguro i ragazzi riescano a centrare».
Massimo Guidi
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