La protesta
A 62 anni torna in pista: «Ho troppa voglia di giocare»
VIAREGGIO. L’hockey non ha età. Renzo Navari, 62 anni ottimamente portati, ha “esordito” martedì scorso in serie B con la maglia del Roller Viareggio, disputando una parte del match. Navari, dopo...
VIAREGGIO. L’hockey non ha età. Renzo Navari, 62 anni ottimamente portati, ha “esordito” martedì scorso in serie B con la maglia del Roller Viareggio, disputando una parte del match. Navari, dopo aver superato le visite mediche, è tornato ufficialmente in pista, a livello agonistico, dopo aver attaccato i pattini al chiodo ventotto anni fa: all’epoca giocava con la maglia della Lucchese in serie C. Navari , insieme ai compagni Alberto Vecoli, Angelo Raffaelli, Antonio Cerri, Riccardo Rossi, Riccardo Bertolucci e allo stesso allenatore Attilio Polloni e a tanti altri che hanno imparato a pattinare sulla pista dei Fiori alla Migliarina, iniziò a giocare a hockey nelle fila del Migros Migliarina: «Avevo sedici anni quando misi per la prima volta i pattini; non stavo in piedi e poco alla volta riuscii a farcela e così cominciai a giocare a hockey sotto la guida di Attilio Polloni nel campionato di Promozione. Mi ricordo la promozione in serie C e la vittoria in Coppa Italia. Era, all’epoca, un hockey diverso da quello attuale - ricorda Navari - e fra i ricordi che tornano alla mente ci sono quelli legati ad esempio al Forte dei Marmi che, impossibilitato ad allenarsi al Prato Verde, veniva a giocare da noi alla Migliarina. Quanto ho imparato da Pippo Barsi, campione rossoblù... Ho sempre giocato con tanta volontà e grinta e mi ricordo anche le promozioni in serie C e in B e un titolo di capocannoniere in serie C quando, in dieci partite, realizzai quaranta gol. E poi la promozione in serie A nella stagione 85/86 con la dedica di questo successo che mi fece proprio Riccardo Bertolucci, visto che proprio l’anno prima avevo deciso di smettere». Ma cosa ha spinto Navari a rimettersi i pattini e riassaporare gli umori degli spogliatoi in un momento così particolare della propria vita? «Certamente la passione per questo sport - conclude Navari - poi l’amicizia di tante persone che per la verità, già due anni fa, in occasione di tornei amatoriali mi convinsero a tornare a giocare. Poi è venuto Rossano Da Prato che mi ha indotto a giocare in serie B. Nel frattempo però ho giocato anche con Elia Cinquini ( figlio di Mauro) e Jonata Vecoli ( figlio di Alberto) entrambi figli di giocatori famosi e che hanno giocato qualche anno fa. Lo sapete qual è la soddisfazione più grande che provo continuando a giocare? I giovani che mi chiedono consigli». (a.c.)
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