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Il pararigori che ama il millefoglie

Il pararigori che ama il millefoglie

Bartelletti (Capezzano) tra prodezze in porta e un sogno: fare il pasticcere

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CAPEZZANO. Lorenzo Bartelletti è un personaggio come spesso solo i portieri, dalla serie A alla serie Z, sanno esserlo. E il numero uno del Capezzano ce lo conferma quando racconta l’episodio del rigore parato ad una vecchia volpe come Mazzei. «È stata solo una questione di c… E ti racconto il perché. Al momento in cui Mazzei è andato sul dischetto il mister che era squalificato e seguiva la partita appollaiato sopra la panchina ha cominciato ad urlare di ricordarmi da quale parte Mazzei calcia i rigori. Io l’ho guardato e gli ho risposto che non capivo, anche se è noto che il giocatore del Montignoso calcia preferibilmente a sinistra. A fine gara mister Baldini mi ha detto che è tutto un fattore psicologico. Sentendolo darmi quell’indicazione Mazzei avrebbe cambiato angolo. Così è stato. Ma io in quel momento non potevo certo fare tutto quel ragionamento e sono rimasto fermo fino all’ultimo momento, poi mi sono tuffato per pura casualità dalla parte dove Mazzei ha indirizzato il pallone. Insomma ho avuto fortuna, anche perché non sono un pararigori». Nella sua ancor giovane carriera il 21enne portiere pietrasantino aveva in precedenza parato solo tre penalty che ricorda tutti. «Uno quando giocavo con il Pisa nei giovanissimi nazionali: respinsi il tiro con il piede, cosa che non mi è difficile visto che porto il numero 46 di scarpe. Poi uno ad Alibec dell’Inter nella Coppa Carnevale quando giocavo nel Viareggio. Anche se il più importante è quello parato a guardia della porta del Lammari, episodio che ci servì per vincere una partita che poi fu il trampolino di lancio per vincere il campionato juniores regionali». Bartelletti ricorda volentieri i tempi della milizia nel Viareggio. «Sono stati due anni molto belli. Ho avuto la fortuna di conoscere Alessandro Mannini che preparava i portieri. Mi veniva addirittura a prendere alla stazione. Da lui ho imparato tanto. In quella stagione (la seconda delle zebre in prima Divisione) ero il terzo portiere e sono andato anche cinque volte in panchina con la prima squadra: una bella soddisfazione». Il ragazzo è un po’ mattocchio ma è anche molto sensibile e sa dividere i meriti con chi gli sta vicino. «A Capezzano sono indubbiamente migliorato, grazie ad “Arsella”. È il nostro preparatore dei portieri, si chiama Gabriele Pardini ma per tutti è “Arsella”. Ma un grazie di cuore lo devo anche a Fabio Pierucci, l’altro portiere. Un vero amico, un bravo portiere ed una persona seria sempre sul pezzo agli allenamenti. Questo mi mette in difficoltà e a volte glielo dico ma d’altra parte in campo ci va uno solo». Ha un diploma di geometra anche se per il futuro si vede più in cucina che non a progettare case. «Nel pomeriggio sto facendo il tirocinio da geometra, ma la mattina sono impegnato con un corso di pasticceria. In futuro mi piacerebbe fare il pasticcere. Il mio dolce preferito? Il millefoglie». Una professione che potrebbe creargli qualche grattacapo. «Il mister me lo dice sempre che mangio troppo. Ha ragione, ma purtroppo sono goloso».

Massimo Guidi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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