Sicurezza
Manfredi, il capitano che dà l’esempio
È diventato la bandiera indiscussa del Capezzano: «La nostra forza? Il gruppo»
VIAREGGIO. E’ il “caudillo” di una delle difese meno perforate del girone. Ma anche il capitano ed il giocatore simbolo del Capezzano yè-yè di Fabrizio Baldini che sta tenendo testa agli squadroni del girone. A 28 anni Manuele Manfredi sta infatti disputando l’ottava stagione con la squadra del presidente Ivo Coli ed è diventato con il passare degli anni un punto di riferimento per tutti i compagni. «Ormai credo proprio che andrò in pensione con questa squadra», sorride Manuele, uno di quei ragazzi che ha sempre messo avanti a tutto il lavoro e vissuto il calcio come un divertimento anche quando era arrivato a vestire le maglie delle giovanili di Pontedera e Pistoiese. «Sento spesso qualcuno parlare di rimpianti per una carriera mancata. Io sono contento di quello che ho fatto nelle categorie dilettantistiche. Ho sempre messo al primo posto il lavoro e poi evidentemente queste sono le mie categorie».
Cresciuto nelle file dell’Ancora ha poi disputato alcuni campionati con gli allievi nazionali e Berretti del Pistoiese e con la Berretti del Pontedera. Poi due stagioni in Eccellenza con il Ponte del Giglio e quindi una stagione con l’AnchionePonte società con la quale ha vinto il campionato di Prima Categoria. Poi il Capezzano con il quale ha vissuto anche l’esaltante stagione del passaggio in Promozione e dell’avventura in Coppa Toscana svanita per poco. «Sì quella è stata una bella stagione culminata con lo storico passaggio in Promozione anche se l’anno seguente siamo subito retrocessi. Sono arrivato a Capezzano in Prima Categoria quando c’era Meniconi come allenatore e sono ancora qui. E’ una società seria a partire dal presidente per passare al direttore sportivo e agli altri dirigenti. Impossibile trovarsi male».
Partito con l’obiettivo salvezza, il Capezzano - che in estate aveva rinnovato per larga parte l’organico - si trova invece a nove giornate dal termine non solo in piena zona playoff ma a contatto ravvicinato con le corazzate Aullese e Ponte Buggianese che secondo i pronostici della vigilia avrebbero dovuto fare il vuoto alle loro spalle. E il segreto di questo Capezzano ce lo spiega proprio il suo leader. «Il nostro segreto? Te lo dico con una parola: il gruppo. Una parola a volte troppo abusata. Ma non nel nostro caso. Il merito è di tutti, del gruppo dunque a partire dal mister Baldini che oltre ad essere un bravo tecnico è anche una brava persona. Poi i ragazzi, la squadra. Anche i più giovani si sono integrati alla perfezione e lavorano con grande impegno. Un gruppo coeso come dimostra il fatto che anche chi gioca meno quando viene chiamato in campo dà il massimo facendo così la differenza. Da noi non ci sono mugugni anche da parte di chi va in tribuna”. Il capitano è convinto che la squadra se la può giocare fino in fondo per un piazzamento nei playoff. «Intanto abbiamo centrato l’obiettivo principale, la salvezza, con largo anticipo. E se continuiamo a giocare in questo modo possiamo centrare anche i playoff».
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