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Versilia

Da Forte dei Marmi alla Coppa Carnevale: il volo di Cornacchia

di Roy Lepore
Da Forte dei Marmi alla Coppa Carnevale: il volo di Cornacchia

L’attaccante protagonista della Viareggio Cup con il Varese «Un palcoscenico come questo? Un sogno che si realizza»

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VIAREGGIO. Un ragazzo di origini pugliesi, che abita a Forte dei Marmi sta partecipando alla Coppa Carnevale con la maglia del Varese. Si tratta di Nicola George Cornacchia, diciassette anni, sesto di otto fratelli, che dal 2011 gioca nel Varese, dove è approdato proveniente dalla Lucchese. «Devo dire che non mi sarei mai aspettato di partecipare alla Coppa Carnevale», dice Nicola. Che poi ricostruisce la sua storia calcistica: «Dopo avere iniziato a giocare nelle giovanili del Forte dei Marmi sono passato alla Carrarese, quindi al Pisa e poi alla Lucchese, dove in seguito al fallimento della società, al termine della stagione in cui ho avuto come allenatore Cerasa, ho avuto la possibilità di approdare al Varese, dopo avere superato un provino».

Dopo avere giocato nelle squadre giovanili sei arrivato alla Primavera.

«Ho fatto la trafila che fanno molti giovani ed ora sono con questo gruppo. Questo torneo ci serve innanzitutto per fare esperienza. E' stato bello l'esordio, perché a Capezzano, dove abbiamo giocato al debutto, c'erano oltre che i miei genitori, diversi amici fortemarmini con i quali sono rimasto in contatto. Purtroppo non è andata molto bene perché abbiamo perso contro il Club Nacional per 2-0 mentre ieri nella seconda sfida abbiamo vinto per 2-1contro la Lazio. Sabato pomeriggio (domani, ndr) avrò la possibilità di giocare a Lido di Camaiore contro il Belasica Strumica, quindi ci saranno certamente dei tifosi in più a sostenere il Varese».

In che ruolo giochi?

«Sono una punta esterna. Sono stato capocannniere della squadra nella stagione 2012-2013 e spero di poter avere la possibilità di approdare in prima squadra, dove in attacco c'è Leonardo Pavoletti, arrivato dal Sassuolo, che ha vestito la maglia del Viareggio. E' molto bravo, in settimana disputiamo a volte la partita con la prima squadra. Per adesso faccio esperienza, poi vedremo cosa mi riserverà il futuro».

Riesci anche a studiare a Varese?

«Prima di partire frequantavo il liceo scientifico a Forte dei Marmi. Ho provato a frequentare la stessa scuola anche a Varese, ma era troppo impegnativo poter far convivere studio e calcio. Sono passato al liceo turistico che è meno pesante, quindi in questo modo riesco a studiare e a giocare a calcio».

Ci sveli una curiosità, come mai oltre che Nicola ti chiami anche George?

«Perchè i miei genitori sono appassionati dei Beatles. Io mi chiamo George in onore di Harrison, mentre a mio fratello è stato dato il nome di John come tributo a Lennon».

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