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Forte super anche con le seconde linee «Siamo sempre pronti»

Forte super anche con le seconde linee «Siamo sempre pronti»

FORTE. La goleada con cui si è concluso il match di sabato, che al palaForte ha visto capitolare un Correggio praticamente inesistente, è l'ulteriore conferma che il Forte dei Marmi - nonostante gli...

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FORTE. La goleada con cui si è concluso il match di sabato, che al palaForte ha visto capitolare un Correggio praticamente inesistente, è l'ulteriore conferma che il Forte dei Marmi - nonostante gli acciacchi che non hanno cessato di tormentare Pedro Gil e Alberto Orlandi e l'infortunio che sta costringendo alla panchina l'allenatore-giocatore rossoblu Roberto Crudeli - può imporre il proprio gioco su chiunque e puntare senza alcun dubbio alla vittoria finale del campionato: 22-5, d’altronde, è un risultato che lascia ben pochi dubbi su quale delle due squadre scese in pista sabato sia stata la protagonista dell'incontro. Ma, se da un lato il successo contro Correggio era più che prevedibile fin dalla vigilia, dall’altro per il Forte è stato un match particolarmente utile. Non solo è servito come prova generale in vista delle prossime (e ben più impegnative) gare in Europa e in Italia, ma anche per effettuare un turnover completo. Garantendo un po' di riposo proprio a quegli Orlandi, Torner, Cancela e Gil che di solito compongono la formazione titolare. E anche sotto questo punto di vista i versiliesi non hanno deluso, dando prova di avere qualità da vendere anche in giocatori che, solitamente, non scendono in campo che per pochi minuti: grande prestazione in particolare è stata sabato quella di Matteo Giorgi, classe 1989, che ha messo a segno una personale doppietta entusiasmando gli ultras presenti alla partita. «Spero che sia io che gli altri che sono entrati in campo abbiamo dimostrato che anche in panchina la qualità non manca - commenta il giocatore fortemarmino - ovviamente non mi aspetto di giocare di più di quello che ci concede il mister: siamo un gruppo pieno di talenti, e sono ben consapevole di non poter pretendere di passare avanti a campioni del calibro di Pedro o di Alberto (Orlandi, ndr). Sarebbe ingiusto e sono il primo a non volerlo: farò però sempre il mio dovere in allenamento e darò il massimo ogni volta che il mister mi dirà di entrare in campo per far riposare uno di loro».

Gabriele Buffoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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