Sicurezza
Edo Sora, il “forzato” del pallone
Il sabato con la juniores, la domenica in prima squadra: «Ma per me è un onore»
VIAREGGIO. L’esiguità della rosa dello Sporting BM hanno costretto il suo tecnico Gionata Gori a dare uno sguardo alla formazione juniores. E l’occhio esperto del tecnico massarosese si è posato su Edoardo Sora, classe ’95, centrocampista offensivo dai piedi educati e dal tiro al fulmicotone. Edoardo ha accettato di buon grado di andare in campo al sabato con la formazione allenata da Ciardiello e poi, all’occorrenza, la domenica con la prima squadra. Un tour de force che non lo ha spaventato ma che anzi lo ha inorgoglito. «Se faccio fatica? Per me essere convocato con la prima squadra è un premio e quindi la fatica non la sento assolutamente. Penso solo a giocare e a cercare di ritagliarmi un posto. E dire grazie anche ai compagni più anziani che mi aiutano molto».
Parole sicuramente sincere di un ragazzo che come lo definisce lo stesso Gori tutti vorrebbero avere come figlio. A parlarci dà subito l’impressione di essere ben più maturo della sua età. «Certamente come ad ogni ragazzo che gioca a calcio mi piacerebbe riuscire a salire di qualche categoria. Comunque ci penso il giusto e dunque non mi voglio porre limiti. Ma al momento devo cercare soprattutto di mettere impegno negli allenamenti».
Come detto il suo ruolo è quello di giocare dietro alle punte, come il suo idolo Kakà, ma oltre a fornire assist per i compagni grazie ad un tiro preciso e potente è in grado anche di tentare la soluzione personale, anche sui calci da fermo. «Quando ho iniziato a giocare facevo la prima punta. Poi ho arretrato la posizione e mi trovo bene a giostrare dietro alle punte. Anche se all’occorrenza posso giocare da mezz’ala. Il mio tiro? Ho sempre calciato forte fino da piccolo. Credo che sia una dote naturale. Mentre sulle punizioni mi esercito durante la settimana. Quest’anno ho già segnato sette reti con la juniores e siccome ci sono ancora dieci gare da giocare mi auguro di arrivare in doppia cifra che era il mio obiettivo ad inizio stagione».
Tra i tifosi più accesi di Edoardo c’è papà Stefano ex difensore tra gli altri di Pro Vercelli e Carrarese tra la metà degli anni ottanta e novanta. Un tifoso prodigo di consigli con il suo ragazzo al quale però non risparmia qualche… bacchettata. «Sì, mio papà mi segue costantemente. Mi dà sempre tanti consigli ma non si risparmia di essere severo quando faccio qualche sbaglio. Io accetto le critiche serenamente perché lo fa per aiutarmi».
Il padre difensore roccioso, il figlio un fantasista. Calcisticamente i due hanno poco in comune. «E’ vero abbiamo poco in comune anche perché io gioco in un ruolo diverso da quello che occupava mio padre. Una sua caratteristica che vorrei avere è la grinta. Quella un po’ mi manca».
Nonostante gli impegni sportivi Edoardo riesce a gestire bene anche quelli scolastici. «Frequento l’ultimo anno dell’Itc e finora sono riuscito a conciliare bene studio e sport. Il segreto? Come ho detto l’impegno e anche il fatto di saper stare con i piedi per terra nella vita di tutti i giorni».
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