Sicurezza
Florio, quando il gol non ha età
A 34 anni il bomber viareggino segna a raffica anche con la maglia dell’Aullese
VIAREGGIO. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Adagio che meglio non potrebbe calzare a pennello per un vecchio predatore delle aree di rigore come Gianni Florio. A 34 anni l’antico bomber non si è ancora stancato di sforacchiare le reti avversarie tanto che a metà stagione è già arrivato in doppia cifra avendo realizzato quattro reti con la maglia dello Sporting Bm e sei con quella dell’Aullese, capolista del girone A della Prima Categoria che a dicembre ha convinto l’attaccante viareggino a salire in Lunigiana.
Una storia fatta di gol quella del nostro bomber che già a 16 anni con la maglia del Viareggio (allenato da Buglio) nel campionato di serie D segna le sue prime reti con Asti e Nizza Millefonti. Da quel 1995 Gianni non ha mai smesso di segnare (è arrivato a quota 246) vincendo anche tre volte la classifica dei cannonieri nel campionato d’Eccellenza ligure (due volte con la Sammargheritese ed una con il Rapallo) e due campionati d’Eccellenza con il Forte dei Marmi ed il Sestri Levante. «Proprio quello di Sestri Levante – ricorda Gianni – credo sia stato in assoluto il mio anno migliore non solo come realizzatore (18 reti) ma anche come uomo-squadra visto che mandai tante volte in gol anche i miei compagni».
In mezzo a valanghe di reti ha un piccolo rimpianto: quello di non essere riuscito a portare il Viareggio in serie D nella stagione 2004/2005 quando le zebre persero malamente in casa la semifinale playoff contro il Civitacastellana. «E’ il mio rammarico più grande vuoi perché perdemmo contro una squadra nettamente inferiore, ma soprattutto perché la sconfitta arrivò proprio di fronte al nostro pubblico che quel giorno aveva gremito lo stadio dei Pini». Poi l’anno dopo la promozione ai playoff con il Forte e quindi le stagioni liguri con Sammargheritese, Rapallo, Vallesturla e Sestri Levante dove il nostro fromboliere segna caterve di reti. Già, tante reti che comunque non sono riuscite a farlo approdare nel calcio professionistico che ha comunque sfiorato esordendo a 19 anni con il Viareggio. «Giocai una mezz’ora contro il Cremapergo e quella rimane la mia unica esperienza. Dispiaciuto? Io credo che quei ragazzi che arrivano a giocare in serie D o anche in Eccellenza un po’ di rammarico lo hanno sempre. Ma d’altra parte ci vuole anche un po’ di fortuna e magari una gara particolare nella quale qualche osservatore ti nota e soprattutto crede in te. Per quanto mi riguarda vuol dire che alla fine le mie categorie erano queste e d’altra parte le mie soddisfazioni me le sono tolte anche giocando a questi livelli».
Con il passare degli anni Gianni ha perso quel guizzo che lo rendeva spesso imprendibile, ma assunto il ruolo di uomo-squadra, un ruolo che gli piace. «Fare come si dice la chioccia non mi dispiace e sono contento quando tanti giovani, anche ex compagni di squadra, mi chiamano per chiedermi consigli anche extra calcistici».
Dunque un Florio che potrebbe avere un futuro da allenatore o da diesse. «Non ci ho ancora pensato perché fino a quando il fisico tiene voglio continuare a giocare. E’ la mia passione». I portieri sono avvertiti.
Massimo Guidi
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