Sicurezza
Camaiore, derby al veleno «Penalizzati dall’arbitro»
Pellegrini attacca il direttore di gara: «La sconfitta con la Massese? Nasce da un rigore che non c’era e da un rosso ingiusto a Mazzone»
CAMAIORE. È un 2-0 che non può essere digerito facilmente dal Camaiore quello subito domenica contro la Massese, e non solo perché si trattava di un derby storicamente molto sentito. Oggettivamente infatti un risultato così schiacciante non rispecchia appieno quello che invece si è potuto vedere sul campo del Comunale: i bianconeri di Tazioli hanno lottato, è vero, ma i padroni di casa hanno con coraggio tenuto testa agli apuani riuscendo, per tutto il primo tempo e anche nei primi quindici minuti della ripresa, a mettere spesso in difficoltà gli avversari. La sconfitta quindi è un boccone che risulta particolarmente amaro da buttar già per i bluamaranto, anche se (come a fine partita ha sottolineato il tecnico Cristiano Ciardelli) la prestazione è sicuramente un punto positivo a loro favore. «È già da un po' che stiamo giocando così bene, e con l'inserimento di Crafa a centrocampo abbiamo tutta un'altra spinta in avanti - commenta Iacopo Pellegrini, capitano "d'occasione" nel derby vista l'assenza di Ulivi per squalifica - per questo essere usciti sconfitti domenica ci lascia davvero tanta amarezza: avremmo meritato che il buon gioco che abbiamo messo in campo fosse premiato anche dal risultato, almeno con un pareggio. Non ci resta che sperare che in futuro i risultati rispecchino meglio le nostre partite».
Forse ad affondare il Camaiore domenica, oltre all'assenza di Ulivi e anche di Biagini, è stata l'ingenuità: prima il contatto in area (evitabile) che ha portato al rigore e poi le proteste di troppo di Mazzone che gli sono costate il cartellino rosso. «In realtà quello che ci ha penalizzato di più secondo me è stato proprio l'arbitro - ribatte invece il Pellegrini - perché nel giro di cinque minuti ci ha fischiato contro prima il rigore, che a mio avviso non c'era dato che il contatto era spalla contro spalla al massimo, e poi l'espulsione di Gabriele (Mazzone, ndr) solo perché, di fronte all'ennesima ingiustizia, si è lasciato sfuggire una bestemmia mentre a discutere con il direttore di gara in quel momento ero io. Ci ha voluto punire, perché altrimenti domenica avrebbe dovuto buttar fuori quasi tutti quelli che erano in campo: ciò non toglie che Mazzone abbia questi momenti, ma capita a tutti. In ogni caso - conclude il terzino bluamaranto - questa non è una sconfitta che ci demoralizza: abbiamo confermato la nostra grinta, tutt'al più ci ha dato la carica».
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