Il Tirreno

Versilia

Lucchesi, il Gento della Versilia

Lucchesi, il Gento della Versilia

Difensore dello Sporting BM, ha ereditato dal padre il soprannome da bomber

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Fare gol non è propriamente il suo mestiere di difensore anche se, ironia della sorte, Daniele Lucchesi per tutti è Gento. Sì, proprio come il miticoattaccante nonché capitano del Real Madrid sei volte vincitore della Coppa dei Campioni e di dodici campionato.

«Per la verità – racconta – è un soprannome che ho ereditato da mio padre Alessandro che quando giocava veniva chiamato appunto Gento perché mi raccontano, somigliava nel modo di giocare all’attaccante del Real». Come detto Daniele è un difensore, anzi uno dei più affidabili in categoria, esterno o centrale per lui non fa differenza. Ma che può essere impiegato anche a centrocampo. Insomma un cosiddetto jolly, uno di quelli che tutti i tecnici vorrebbero avere a disposizione.

Domenica scorsa contro il Serricciolo si è tolto anche la soddisfazione di segnare il suo primo gol del campionato che ha consentito allo Sporting BM di conquistare tre punti di platino che consentono alla squadra di Gori di girare la boa di metà campionato ben ancorata alla zona playoff. «Un risultato positivo prima della sosta di fine anno fa sempre bene – ammette Daniele – per andare in vacanza un po’ più tranquilli. Se i playoff sono alla nostra portata? Direi di sì a patto che continuiamo a giocare con impegno perché siamo una squadra che appena molla di un millimetro prende subito gol».

Classe 1980 Daniele ha iniziato a giocare nel Piano di Mommio prima di andare per quattro anni nel settore giovanile della Lucchese assieme a Samuele Barsotti, Angelo Buglio, Marco Rossi e Raffaele Moriani. Quattro stagioni che però non gli sono servite per compiere il salto verso il calcio professionistico. «Rimpianti? Forse potevo aspirare a qualcosa di più. Cosa mi è mancato per fare il salto? Forse un po’ più di convinzione e magari anche quel pizzico di fortuna che ci vuole in tutte le cose». Fino dal momento in cui ha iniziato a tirare i primi calci Daniele ha sempre giocato in difesa o a centrocampo anche se ricorda con piacere una piccola esperienza come attaccante. «Sì, ho giocato per una decina di minuti anche da attaccante, nel Forte dei Marmi in Eccellenza. Stavamo perdendo e allora l’allenatore confidando nel mio tiro mi chiese di andare a fare il centravanti. La classica mossa della disperazione che però diede i suoi frutti perché feci gol».

In Versilia il nostro ha vestito anche le maglie di Seravezza, Camaiore e Bozzano. Da due stagioni veste la maglia dello Sporting Bm dove è diventato uno dei punti di forza grazie alla disponibilità nel ricoprire più ruoli abbinata ad una buona cifra tecnica. Il tutto condito dalla grande passione per il calcio. «Se dopo una certa età continui a giocare a questi livelli non può essere che per passione visto che i sacrifici da fare sono parecchi. Io lavoro fino a sera e poi di volata vado all’allenamento. Un bel sacrificio è vero ma mi diverto e quindi tutto diventa più facile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa