Gioco
pallina irregolare, il cgc replica a tosi «inutile spargimento di veleni»
Alla dura lettera del presidente del Forte dei Marmi, Piero Tosi, che ha accusato di comportamento antisportivo il Cgc Viareggio per la vicenda della pallina non regolamentare utilizzata durante il...
Alla dura lettera del presidente del Forte dei Marmi, Piero Tosi, che ha accusato di comportamento antisportivo il Cgc Viareggio per la vicenda della pallina non regolamentare utilizzata durante il derby replica con altrettanta durezza la società bianconera attraverso una lettera firmata dal presidente Alessandro Palagi (nella foto) e dal direttivo.
«Anche il Cgc Viareggio è amareggiato per quanto avvenuto a Forte dei Marmi, ma non durante la gara di hockey, bensì subito dopo. Le polemiche e fantasiose dichiarazioni del Presidente dell'Asd Hockey Forte dei Marmi dimostrano per l'ennesima volta che nel nostro paese ormai trionfa la cultura del sospetto, forse perché non esiste più la cultura sportiva. Invece di esultare tutti insieme per lo splendido spettacolo sportivo, fornito dalle due squadre, si deve assistere allo spargimento di inutili e pericolosi veleni, solo perché ci sono persone che non conoscono il fair-play.
Quali cultori dello sport, quello vero, siamo soliti accettare il risultato che è maturato sul campo, anche quando questo va contro le nostre speranze od aspettative. In ogni caso non è nostra abitudine rilasciare dichiarazioni alla stampa che ledano l'immagine di una società avversaria, come invece ha fatto il sig. Tosi, che è andato ben oltre il commento della partita, nel momento in cui disconosce l'etica sportiva della nostra società.
Qualcuno dovrebbe ricordare, a questo signore, che noi esistiamo dal 1947, che ci sono state conferite le massime onorificenze al merito sportivo da parte del Coni, perché da sempre la nostra società rappresenta la massima espressione dei più alti valori dello sport. Noi non sbandieriamo etica sportiva, la pratichiamo da oltre sessant'anni!
Condividiamo una sola speranza con il signor Tosi: quella per cui i competenti organi sportivi, da lui invocati, valutino seriamente i comportamenti di tutti i tesserati, non solo i nostri, ed applichino le dovute sanzioni nei confronti di coloro che ledono per partito preso, o magari per invidia, il prestigio di una società come la nostra.
A prescindere comunque dai provvedimenti di carattere disciplinare che riteniamo dovrebbero essere presi nei confronti di chi ha rilasciato tali dichiarazioni, siamo fermamente intenzionati a tutelare le nostre ragioni nelle opportune sedi della giustizia ordinaria».
Insomma, il derby della Versilia non è ancora finito.
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