Il Tirreno

Versilia

Mirko Bertolucci: «Per lo scudetto ci siamo anche noi»

di Claudio Vecoli
Mirko Bertolucci: «Per lo scudetto ci siamo anche noi»

L’attaccante bianconero punzecchia gli avversari: «I campionati non si vincono solo con i grandi nomi»

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VIAREGGIO. Cinquanta minuti in pista. E un personalissimo score nel quale figurano la rete del pari e un rigore sullo 0-0 poi non concretizzato da Montivero. Se nelle file del Cgc c'è un uomo-derby, con tutta probabilità porta il nome di Mirko Bertolucci. L'attaccante bianconero - orfano del fratello Alessandro, appiedato per tre turni dal giudice sportivo e presente in curva con i tifosi bianconeri – per tutto l'incontro ha messo in costante apprensione la difesa rossoblù. Riuscendo a mettere il proprio sigillo – il quindicesimo stagionale – ad una delle partite più delicate della stagione. “Alla fine, se andiamo ad analizzare la partita nel suo complesso, ai punti avremmo meritato la vittoria. Purtroppo abbiamo pagato la stanchezza finale. Già con una rosa ridotta all'osso, per l'ennesima volta siamo stati costretti a giocare senza possibilità di fare cambi per la squalifica di Alessandro. E questo nel finale di gara lo si è visto. Però proprio negli ultimi minuti abbiamo anche sfiorato il vantaggio in più di una occasione”.

Insomma, questa gran differenza fra Forte e Cgc, almeno martedì, non si è vista...

«I campionati non si vincono solo con i nomi. Il Forte ha preso sul mercato alcuni dei giocatori più forti in circolazione, ma poi con quei giocatori va costruita una squadra. E il grande Forte che doveva uccidere il campionato non mi pare che abbia ancora trovato quei meccanismi che mi aspettavo di vedere. Con noi ha giocato allo stesso modo dall'inizio alla fine, senza imporre il proprio gioco».

E il Cgc Viareggio dove può arrivare?

«Ci davano una squadra da quinto-sesto posto. Invece siamo secondi a due punti dal Forte. E se non avessimo pareggiato con il Bassano nel modo rocambolesco con cui ci siamo fatti riprendere, saremmo in vetta insieme a loro. Forse non siamo i favoriti, ma ci siamo anche noi. E' vero che abbiamo perso un campione come Alberto Orlandi, ma sono arrivati Montivero e Montigel che si sono subito integrati nel nostro gioco. E poi, dalla nostra, abbiamo una esperienza che pochi altri possono vantare».

A proposito di Orlandi. Che effetto ti ha fatto trovartelo di fronte come avversario?

«Quando ci siamo abbracciati ad inizio partita, trovarmelo lì con la maglia del Forte dei Marmi mi ha provocato una sensazione strana. Però Alberto è un grande amico, ci troviamo spesso ad allenare i ragazzini che giocano a hockey e il fatto di giocare in due squadre rivali non potrà scalfire i nostri rapporti. La sua reazione dopo il gol? Si è abbracciato con i compagni di squadra, come è giusto che facesse giocando per quei colori. Ma ha evitato festeggiamenti plateali che sarebbero stati irriguardosi nei confronti dei suoi ex tifosi».

Tu, invece, dopo il gol sei andato a cercare tuo fratello Alessandro fra i tifosi in curva...

«Mi immagino per un giocatore del suo temperamento cosa voglia dire non poter giocare una partita come il derby. Deve aver sofferto come un pazzo. Per questo ho voluto dedicargli il gol del pareggio».

Contro Lodi e Follonica tuo fratello non ci sarà. In precedenza vi era mancato Motaran. Non servirebbe un rinforzo per puntare davvero in alto?

«Un rinforzo non guasterebbe, naturalmente. Mi accontenterei di poter giocare sempre con tutta la rosa al completo. Se ci riusciremo, allora possiamo dire la nostra sia in campionato che in Coppa Italia».

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