Il Tirreno

Versilia

Crudeli e Mariotti, la sfida nella sfida

di Angelo Cupisti
Crudeli e Mariotti, la sfida nella sfida

I due tecnici, amici fuori dalla pista, si ritrovano di nuovo uno contro l’altro: «La posta in palio è altissima. Difficilmente vedremo anche un bell’hockey»

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VIAREGGIO. Compagni di squadra in nazionale, rivali in questo cinquantunesimo, attesissimo derby della Versilia. Per Roberto Crudeli e Massimo Mariotti la sfida di stasera non sarà una gara qualsiasi. In nazionale i due hanno vinto due mondiali, un europeo e un bronzo alle Olimpiadi di Barcellona nel ’92. E tutt’oggi , il primo come allenatore e il secondo come commissario tecnico, si occupano della nazionale senior. Crudeli guida e gioca nella squadra attualmente leader del campionato, Mariotti siede invece sulla panchina della formazione che insegue i rossoblù a due punti. Facile intuire la determinazione con cui i due si affronteranno pur da posizioni diverse.

Qui Forte. Crudeli ritrova dunque sulla strada del Forte l’amico Mariotti. «Quando affronti in pista degli amici tutto diventa più piacevole e per me non esiste alcun problema ad affrontarlo. Voglio vincere, ma mi auguro che in queste gare prevalga sempre l’hockey», spiega l’allenatore-giocatore rossoblù». Crudeli prova anche a fare le carte alla gara. «Sono due formazioni forti ma questo è un derby e, al di là dei valori delle contendenti, credo che sarà una sfida molto equilibrata che verrà decisa da episodi. Credo anche che in gare così particolari, il gioco potrebbe lasciare a desiderare perché la cosa che conta è vincere».

Crudeli sa che l’attesa intorno alla sfida è grande. Resa ancor più spasmodica dalla posta in palio (il primato) e dalla presenza fra le fila del Forte di una (ex) bandiera del Cgc come Alberto Orlandi. «Questa gara credo che vada vista in prospettiva della final eight di Coppa Italia che si svolgerà a Giovinazzo alla quale si qualificheranno, con i successivi accoppiamenti, le prime otto classificate al termine del girone di andata. Vincere con il Centro significherebbe centrare un piccolo obiettivo proprio in quell’ottica».

Qui Cgc Viareggio. Sul fronte opposto siederà invece “mister hockey”, ovvero Massimo Mariotti. Pronto a sfidare e a sconfiggere l’amico Roberto Crudeli. Difficile capire cosa passa davvero nell’animo del tecnico bianconero in questa tormentata vigilia. «Sono tranquillo - risponde - e, del resto, sono abituato ai derby, visto che negli anni ho vissuto da giocatore quelli altrettanto sentiti come i confronti fra Novara e Vercelli, Monza e Seregno. Roberto comunque è un amico e sono molti anni che c’incrociamo. E’ la prima volta invece che duelleremo a parti invertite, nel senso che quando allenavo il Follonica e poi il Centro, i pronostici erano tutti dalla nostra parte. Oggi le previsioni sono in favore del Forte dei Marmi i cui tifosi sono galvanizzati. Ho un unico rammarico: quello che i nostri tifosi ammessi ad assistervi saranno pochi».

Anche Mariotti non rinuncia a fare le sue previsioni sulla gara. «Credo che sia aperta a qualsiasi risultato, ma comunque si scontrano due squadre che stanno facendo bene. E’ chiaro che il Forte assieme al Valdagno è favorito nella lotta per lo scudetto e sta rispettando le attese con ottimi risultati in campionato. Noi abbiamo superato le attese con la conquista della Supercoppa italiana sulla pista del Valdagno e stiamo comportandoci credo bene anche nel campionato. Sarà certamente una gara aperta a qualsiasi soluzione».

Prima di congedarsi, Mariotti ci tiene a sottolineare un aspetto di questa gara che sarà diretta dalla coppia Tartarelli – Fermi: «Ma come si fa a designare per una gara delicata come quella di stasera un arbitro come Fermi dopo quello che è successo l’anno scorso? (gli sportivi ricorderanno la punizione diretta che concessa proprio da Fermi e trasformata in rete da suo fratello Enrico consentì al Forte dei Marmi di acciuffare il pareggio a 19 secondi dal fischio di chiusura, ndr). Credo che bisognerebbe avere del buon senso nelle designazioni e comunque mi auguro che questo arbitro che sembrava dover smettere dopo i mondiali, diriga da una parte e dall’altra in maniera esemplare».

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