Sicurezza
Il Tc Italia mastica amaro: «Ma è stato bello lo stesso»
FORTE DEI MARMI. Il giorno dopo l'eliminazione in semifinale per mano di Aniene, l'atmosfera al Tennis Club Italia è tranquilla, come sempre. Nessuno parla di ciclo finito, nessuno medita di...
FORTE DEI MARMI. Il giorno dopo l'eliminazione in semifinale per mano di Aniene, l'atmosfera al Tennis Club Italia è tranquilla, come sempre. Nessuno parla di ciclo finito, nessuno medita di salutare la compagnia e andarsene altrove. Con grande obiettività l'entourage fortemarmino ha riconosciuto e ammesso di aver perso contro un avversario che si è dimostrato più forte. Almeno per un giorno. Trattandosi di una sfida senza un domani, però, non erano ammessi cali di concentrazione o passi falsi. E invece, stranamente, poco o niente è andato nel verso giusto. L'unico a uscire vittorioso dal confronto di domenica è stato Matteo Marrai, che battendo in due set Santopadre ha conquistato l'unico punto del Tc Italia. C'è rammarico nelle sue parole. E non potrebbe essere altrimenti. Arrivare ad un passo dalla finale, senza poterla disputare, non fa certo piacere. Una delusione che però non spalanca le porte al disfattismo: «Noi abbiamo fatto il massimo per tutto il campionato - spiega - siamo incappati in una giornata storta nel momento sbagliato. Aniene ha grandi meriti, ha dato qualcosa in più rispetto all’andata. Noi, invece, non ci siamo espressi al massimo delle nostre possibilità. Penso che la ragione di questa sconfitta sia principalmente mentale: probabilmente noi eravamo troppo nervosi e ci siamo adattati meno alle condizioni che abbiamo trovato».
Dopo la finale persa nel 2011 e il tricolore ottenuto lo scorso anno, il Tennis Club Italia esce di scena portandosi dietro comunque altre pagine da ricordare: «Siamo arrivati secondi in un girone tostissimo - analizza Marrai - abbiamo eliminato Genova compiendo un capolavoro nel match d'andata e pure in casa contro Aniene abbiamo giocato bene. Ripeto, peccato per aver perso così due giorni fa».
Il 2014 sarà l'anno dei grandi cambiamenti, a livello di regolamento. Sarà necessario schierare almeno due giocatori Juniores oppure appartenenti al medesimo circolo da nove anni. Con Davide Bramanti e lo stesso Marrai, il Tc Italia ha le spalle coperte. Ciò comporterà qualche addio eccellente? «Non credo, ma è ancora molto presto per parlarne. A gennaio ci riuniremo e prenderemo le nostre decisioni. Così a caldo è difficile prevedere cosa succederà». Meglio staccare la spina per un po'. Anche se Matteo ribadisce con forza quanto il gruppo fortemarmino sia coeso: «Se questo circolo è arrivato anche quest'anno tra le prime quattro d'Italia il merito è in grandissima parte di mio padre Sergio. Noi giocatori facciamo il nostro dovere, ma è grazie a lui se riusciamo ad esprimerci al meglio».
Gabriele Noli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
