Sicurezza
Il Sinisa Mihajlovic della Versilia
Beppe Gaglio, difensore dello Stiava, è un cecchino implacabile dei calci piazzati
STIAVA. Lo chiamano il Mihajlovic dei dilettanti. Una soprannome che Beppe Gaglio si è guadagnato abbondantemente bombardando i portieri sui calci da fermo. Proprio come l’ex calciatore serbo recentemente approdato alla guida della Sampdoria. Beppe come Sinisa gioca in difesa e come succedeva a Sinisa quando c’è da calciare un rigore o una punizione, da qualsiasi parte del campo, i compagni si fanno rispettosamente da parte mentre i portieri avversari cominciano a preoccuparsi.
Domenica il giocatore dello Stiava ha voluto esagerare facendo chinare la schiena per ben tre volte al malcapitato portiere del Filvilla per raccogliere il pallone in fondo al sacco. Un gol è arrivato su calcio di rigore, due su punizione.
«È stata una bella giornata – racconta il difensore – una di quelle dove tutto ti riesce bene. Diciamo che mi sono rifatto con gli interessi dopo l’errore dal dischetto di domenica scorsa nel derby con il Bargecchia quando Barsuglia che mi conosce bene mi ha parato il tiro».
Al di là di qualche incidente di percorso l’abilità nei calci da fermo consente ogni anno a Gaglio di mettere a segno un buon bottino di reti. «Di solito in fondo al campionato otto-dieci reti sui calci piazzati riesco sempre a segnarli - racconta - quest anno avevo segnato una sola rete, domenica mi sono rifatto un po’».
Chiaramente, a parte padre natura che lo ha dotato di una discreta forza fisica, il nostro cura le esecuzioni durante la settimana. «Alla fine degli allenamenti io e Bianchi con il nostro portiere Gemignani ci fermiamo a calciare punizioni» spiega.
Proprio come faceva Mihajlovic. «Il mio modo di calciare ricorda quello di Mihajlovic di mezzo collo a girare - prosegue Beppe - lui è sempre stato uno dei miei preferiti».
Ventisette anni, Gaglio ha iniziato a tirare le prime bombe con la maglia del National. Poi il passaggio al Lido di Camaiore e quindi a Bozzano dove a diciotto anni ha patito un grave infortunio: la rottura del crociato di un ginocchio. “Un brutto infortunio che mi è capitato durante una partita della juniores a Forte dei Marmi. Sono rimasto fermo per quasi dieci mesi. Poi ho ricominciato a giocare dalla Terza Categoria e quindi alterno campionati di Prima e Seconda Categoria. Qualche rimpianto? Ormai credo proprio che sia tardi per aspirare a qualche categoria superiore ma per quanto mi riguarda va bene così. Mi diverto e questo è quello che conta. D’altra parte se non hai la passione non continui a giocare a questi livelli».
Qualche voce di mercato lo voleva partente nelle sessione dicembrina di mercato ma lui smentisce. «A Stiava sto bene - conclude - abbiamo formato un bel gruppo, il mister è bravo, con lui ed il preparatore ci alleniamo bene ed i risultati arrivano. Speriamo di fare bene fino in fondo”».
Massimo Guidi
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