Gioco
Il primo giorno di Ciardelli al capezzale del Camaiore
Il neo tecnico dei bluamaranto: «Vorrei riportare una ventata di entusiasmo Ora spero che i giocatori più esperti diventino un esempio per i giovani»
CAMAIORE. Sarà Cristiano Ciardelli il salvatore del Camaiore? Questo ancora è tutto da vedere. Di certo la situazione attuale non sorride al nuovo allenatore bluamaranto: otto punti in tredici giornate disputate in campionato (con solo 9 reti al seguito) ed una penultima posizione in classifica forse fin troppo punitiva (specialmente per le prestazioni dimostrate nelle prime partite di questa stagione) sono un punto davvero arduo da cui partire. Ma che la sua avventura con il Camaiore sarà un percorso tutto in salita (almeno per il momento) Cristiano Ciardelli lo sa bene: ma il neo-tecnico si dichiara pronto a portare una ventata di entusiasmo tra i giocatori che ieri l'hanno incontrato per la prima volta in allenamento. «Per me questo incarico è come un tornare a casa dopo le tante esperienze che ho avuto in giro per l'Italia (Carpi, Juventus, Sampdoria, ndr) - racconta il nuovo mister bluamaranto - io infatti abito qui a Lido di Camaiore e quando iniziai la mia carriera come allenatore una ventina di anni fa assunsi il ruolo proprio di tecnico delle giovanili del Camaiore».
Questo Camaiore sta vivendo un momento particolarmente difficile: quale sarà il primo obbiettivo da raggiungere per il nuovo allenatore? «Vivere un momento-no succede a tutte le squadre, ma un rimedio si può sempre trovare - dichiara Ciardelli - Per prima cosa dovrò creare l'entusiasmo che i giocatori sembrano aver perso in seguito alle recenti sconfitte e al contempo cercare di trasmettere la fiducia nel lavoro che svolgerò a tutti i miei ragazzi, anche e soprattutto ai giovani su cui questa squadra punta molto. Farlo non sarà semplice, lo so - ammette - ma penso che questo cambiamento sia anche un'occasione per tutti loro: con l'arrivo di un nuovo allenatore tutto si azzera, quindi tutti loro possono, anzi devono rimettersi in gioco».
Conoscendo alcuni nomi in rosa ritieni già di avere qualche certezza? «Le certezze voglio che mi arrivino con gli allenamenti - spiega il neo-mister - di sicuro ci sono alcuni valori molto interessanti tra i più giovani, anche se devono magari "raffinarsi" ancora un po'. I giocatori più esperti invece hanno qualità indubbie: personalità come Fabio Biagini, Tosi e Palazzolo sono pilastri senza dubbio importanti. Proprio per questo però richiederò da parte loro un maggior impegno, anche per farne un esempio per i compagni più giovani. Di sicuro non rimarrò schiavo di un nome o di un giocatore in particolare: sarebbe una rovina. Con una "stella" si può vincere più facilmente, ma il Camaiore che voglio io deve esser una squadra capace di fare il risultato anche senza uno o due giocatori importanti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
