Il Tirreno

Versilia

Tc Italia, festa guastata dal ricorso di Genova

di Gabriele Noli
Tc Italia, festa guastata dal ricorso di Genova

I liguri contestano le dimensioni del campo. Marrai: atteggiamento antisportivo di chi non sa perdere

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FORTE DEI MARMI. Tra Tennis Club Italia e Park Genova ormai è scontro totale. La festa dei versiliesi, che con merito si sono presi la semifinale contro Aniene dopo aver vinto sette incontri su otto, è stata guastata dal ricorso presentato dai liguri per «la mancata distanza regolamentare tra la linea laterale e la recinzione del campo (nella fattispecie, la struttura del pallone pressostatico)». Ancor prima che i due singolari (Marrai contro Mager e Giorgini contro Nielsen) iniziassero, il Park Genova si era lamentato, ma il giudice arbitro Mario Malizia ha soprasseduto. All’ora di pranzo, terminate le due partite, sembrava tutto rientrato. Ed invece il presidente del team ligure Mario Iguera, è tornato alla carica, versando la tassa per il reclamo (di 600 euro), che però gli è stata subito restituita. Ma la certezza assoluta sul motivo di questo rigetto, non c’è. Due le ipotesi: o Malizia non era in grado di decidere, oppure vi era un difetto di requisiti (secondo il regolamento federale, infatti, il reclamo doveva essere presentato entro 30 minuti dalla presa coscienza dell’argomento). Il Park Genova, pertanto, ha presentato ricorso entro il termine previsto (le 14 di ieri). L’ultima parola a questo punto spetta al commissario di gara nazionale, che prenderà in esame il reclamo soltanto nel caso in cui Malizia (il giudice arbitro, ndr) abbia ritenuto di non essere in grado di prendere una decisione. Per dovere di cronaca, va precisato che tra le rimostranze di Genova e la presentazione del reclamo sono passate circa tre ore (dunque ben oltre il termine dei 30 minuti previsto dal regolamento). L'impressione è che difficilmente il commissario di gara sovvertirà il verdetto del campo. In casa fortemarmina c'è moderata fiducia, anche se «quando si va di fronte ad un giudice non c’è mai da stare troppo tranquilli», afferma Sergio Marrai. Per il patron «quello di Genova è stato un comportamento antisportivo di una squadra che non ha saputo accettare il risultato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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