Il dolore
Valdagno, la settimana più nera
Prima del ko in Supercoppa, la Finanza chiede il sequestro di case e auto
DALL’INVIATO A VALDAGNO. Una settimana così, a Valdagno, la ricorderanno a lungo. E di certo non sarà per i tanti trionfi che la squadra veneta era abituata a collezionare.
Già perché la vigilia della sconfitta in SuperCoppa contro il Cgc Viareggio era stata movimentata da vicende giudiziarie legate alle beghe societarie che hanno portato quest’anno all’ennesimo cambio di denominazione della squadra biancoazzurra. E così negli ultimi giorni l’Agenzia delle entrate ha richiesto il sequestro dei beni per alcuni dirigenti implicati nelle precedenti gestioni della società.
In buona sostanza, visto che era stato accertato un debito con l’erario di 640mila euro relativo all’anno 2007 relativo a irregolarità nella fatturazione e nelle sponsorizzazioni della squadta, l’Agenzia delle entrate veneta ha sollecitato una serie di sequestri «a tutela del danno patito dall’erario».
In buona sostanza - secondo le indiscrezioni di stampa che hanno movimentato la settimana appena trascorsa - l’Agenzia delle entrate ha chiesto che vengano apposti i sigilli conservativi ad auto e case di alcuni dei principali dirigenti del Valdagno di quella stagione.
Degli strascichi giudiziari delle precedenti gestioni della società di hockey che nelle ultime stagioni ha dominato campionato e coppe in Italia si è naturalmente parlato molto anche prima, durante e dopo la sfida del Palalido contro il Cgc Viareggio. E non è affatto escluso che le vicissitudini possano aver turbato staff tecnico e società, alle prese con un passato che sembra nascondere molte ombre a livello di gestione.
I diretti interessati respingono con forza ogni addebito e si dicono comunque pronti a dare battaglia opponendosi ai sigilli.
Claudio Vecoli
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