Il Tirreno

Versilia

Viareggio e L’Aquila uniti nel ricordo

di Enrico Nardecchia
Viareggio e L’Aquila uniti nel ricordo

Prima della sfida i giocatori portano in campo due striscioni per chiedere giustizia su terremoto e disastro ferroviario

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L’AQUILA. «Verità e giustizia». Da un campo verde si alza forte il grido silenzioso di chi ha perso un figlio, un fratello, un padre, una madre, un amico. Non vola una mosca nel minuto di raccoglimento, davvero rispettato da tutti, che apre il pomeriggio allo stadio Fattori. Di fronte L’Aquila e Viareggio, accomunate da due date e due tragedie che di colpo diventano una cosa sola. L’Aquila 6 aprile 2009. Viareggio 29 giugno 2009. Il terremoto e l’incidente ferroviario che non hanno lasciato, dopo, soltanto un vuoto incolmabile e un dolore senza spiegazione. No. E questo grazie alla forza dei familiari delle vittime che hanno incanalato il loro dolore in una battaglia comune, ma senz’armi, per affermare il bisogno, sempre e comunque, all’Aquila e a Viareggio e in ogni altro luogo, di verità e giustizia. E un impegno affinché non ci siano altre tragedie, altra sofferenza, altre ingiustizie.

Che bello, allora, fuor di retorica, vedere quelli dell’Aquila che reggono lo striscione di Viareggio e così altrettanto gli ospiti toscani con il cartellone neroverde. Le mani dei calciatori, allora, sono le mani di due comunità che per sempre saranno segnate dalle due tragedie. Ma che hanno ripreso entrambe il cammino. Lo si avverte negli sguardi, incrociati in tribuna, dell’aquilana Anna Maria Cialente, mamma di Francesco Maria Esposito, di Roberto Lunari, padre di Luca, arrivato da Rieti per questa breve commemorazione. E che a partita finita dice: «Era importante esserci, partecipare a quest’iniziativa in ricordo dei ragazzi».

Gli altoparlanti dello stadio, per una volta, abbassata la musica, diffondono messaggi densi di significato. Ecco quello lanciato dai familiari delle vittime del terremoto dell’Aquila. «Questa non è una partita uguale alle altre, dove si gioca per segnare un gol che porterà l’una o l’altra squadra in vetta a una classifica, ma una partita che accomuna due città unite da un grande dolore che oggi si tramuta in solidarietà e vicinanza. Questa è una partita del cuore per ricordare le persone che oggi non ci sono più, ma che insieme a noi giocano in un campo senza confini, nello spazio infinito del cielo. Noi non li vediamo, sono angeli silenziosi sempre al nostro fianco, presenti, una guida che sa donare armonia e senso del giusto alla nostra esistenza, nonostante il dolore. A voi, ragazzi, che oggi vi sfidate nella nostra città, auguriamo di vincere con lealtà e coraggio la Partita della vita; a voi chiediamo di non aver paura delle grandi sfide; a voi chiediamo di costruire un mondo migliore, dove non ci siano guerre e disastri, ma dove ciascuno faccia la propria parte, mettendo in tutte le azioni coscienza e umanità. Poiché solo così si evitano altre tragedie, altra sofferenza, altre ingiustizie».

Poi viene letto il saluto inviato da Gloria Puccetti, vicesindaco di Viareggio e presidente del coordinamento nazionale «Noi non dimentichiamo». «L’Aquila rinnova in me e in tutti noi un dolore inenarrabile. Ma è anche il luogo magico dove è nata la solidarietà tra tutte le associazioni di familiari di vittime che si sono ritrovate qui e hanno stretto un patto di solidarietà che durerà in eterno, e che è una forza incredibile. La città di Viareggio, tutta, è insieme a voi per ricordare e per portare onore ai nostri morti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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