Il Tirreno

Versilia

Diletta: ho vinto grazie alla “cattiveria”

Diletta: ho vinto grazie alla “cattiveria”

La campionessa mondiale di nuoto racconta come ha costruito il trionfo

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Un atleta può vivere momenti bui e complicati, anche in giovane età. Le motivazioni scarseggiano e lo sconforto sale. Ma arriva un punto in cui, se la stoffa del campione la si ha per davvero, delusioni e sconfitte possono essere spazzate via con una sola gara. Questo ha fatto Diletta Carli sabato, a Dubai. Un oro, quello nei 200 stile ai Mondiali Junior di Dubai, conquistato grazie alla “cattiveria”. È stata proprio lei a dirlo, a testimonianza di come, spesso e volentieri, le energie mentali possono incidere in misura ancor maggiore rispetto a quelle fisiche. C'è tutta una storia dietro a questo trionfo. «Io neanche volevo partecipare» spiega. Basta questa frase per capire il suo stato d'animo a pochi giorni prima di questi Mondiali. «Venivo da varie delusioni: gli Assoluti di Riccioni, i Mondiali di Barcellona (quelli dei pro, ndr), ma alla fine Butini e Bolognani (i due allenatori federali, ndr) mi hanno convinta a partire». Ha gareggiato nei 400 giovedì scorso, ottenendo un quinto posto che non ha certo fatto gridare all'impresa: «Non ero al top della condizione, per una distanza del genere era necessario un certo tipo di allenamento. Purtroppo, però, nel corso dell'anno ho avuto tanti problemi fisici che non mi hanno permesso di stare bene come volevo».

I 200 metri di sabato, invece, sono stati la svolta. In mattinata un quarto posto in batteria, prima di una finale che ancora oggi ha dell'incredibile: «Ho tirato fuori tutta la cattiveria possibile, altrimenti non sarei riuscita a fare il mio personale (ha migliorato di sei decimi il precedente, ndr). Mi ci è voluto un po' per rendermi conto di quello che ho fatto, ma sono contentissima. Sono soddisfatta e ho ritrovato il sorriso».

Ora che la sua stagione è andata definitivamente in archivio, due settimane di totale riposo, prima di iniziare a prepararsi per la prossima. Ed ecco la nota dolente: la piscina. Diletta non fa polemica, ma il suo parere è fin troppo scontato: «Allenarmi in una vasca da 50 metri sarebbe bellissimo e mi permetterebbe di non dovermi spostare ogni volta a Massa o a Livorno. Sarebbe più comoda non solo per me, ma anche per tutti gli altri ragazzi della Tirrenica Nuoto».

Gabriele Noli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa