Il Tirreno

Versilia

Mi manda mister Fascetti Miggiano arriva in città

di Roy Lepore
Mi manda mister Fascetti Miggiano arriva in città

Il nuovo allenatore delle zebre è stato lanciato in serie A dal tecnico viareggino «Ho imparato tanto da lui e da Walter Mazzarri, mi piace lavorare con i giovani»

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VIAREGGIO. Non si sentirà probabilmente proprio del tutto solo in Versilia, il neo allenatore del Viareggio, Roberto Miggiano 49 anni di Lecce. Il tecnico appena ingaggiato dal presidente Stefano Dinelli per guidare le zebre potrà incontrare infatti nel corso della sua permanenza a Viareggio, Eugenio Fascetti l'allenatore che lo fece debuttare nel Lecce in serie A e il suo ex compagno di squadra, Stefano Ciucci.

Mister avrà l'opportunità di rivedere persone a lei care?

«Certamente, il mister mi ha dato la grande possibilità di giocare in serie A e quindi gli sono riconoscente. Ciucci è un po' che non lo vedo, ma avevo un buon rapporto con lui, quindi sarò felice di incontrarli quando arriverò».

E' carico per questa avventura? Soprattutto quando ha saputo che sarebbe potuto essere un candidato ad allenare le zebre?

«Circa una ventina di giorni fa sono venuto in sede a parlare con il presidente. Poi sono rimasto in attesa che mi facesse sapere qualcosa, perché nel frattempo mi ha detto che avrebbe valutato anche altre eventuali soluzioni. Poi ho ricevuto la telefonata, ci siamo incontrati ed ora sono felice di intraprendere questa nuova avventura, martedì sarò a Viareggio».

Ha iniziato a Lecce con le giovanili, quindi lei ha una certa dimestichezza con squadre che sono composte prevalentemente da ragazzi.

«Mi trovo bene, ho avuto una parentesi con i grandi nella Giacomense, a Pagani e a Pistoia, che è coincisa con il fallimento della società. Poi sono andato alla Primavera del Napoli, dove ho allenato De Vena che ritroverò. In quella occasione ho avuto la possibilità di stare a stretto contatto con un allenatore dal quale ho appreso tanto, come Walter Mazzarri. Un grande professionista».

Parlando di numeri che a tanti piacciono, che modulo attuerà?

«Per prima cosa mi piace insegnare i principi del calcio, che sono le basi da cui partire, i numeri lasciano il tempo che trovano. Se però mi devo sbilanciare, attuo soprattutto la difesa a tre per avere poi un centrocampo a cinque e un attacco a due punte, però cerco di adattarmi anche agli avversari, quindi in taluni casi prediligo anche un 3-4-3. Nel calcio c'è poco da inventare, ci sono certe regole da cui si deve partire».

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