Il Tirreno

Versilia

Una salvezza chiamata Giuli

di Gabriele Noli
Una salvezza chiamata Giuli

Il Camaiore evita l’incubo playout grazie ad una rimonta iniziata con l’arrivo del nuovo tecnico

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CAMAIORE. Ha accettato una sfida difficile Simone Giuli. Quando il Camaiore lo ha chiamato, sapeva che la missione da portare a termine avrebbe comportato lavoro, sacrifici e zero parole. La salvezza ottenuta dai bluamaranto all'ultima giornata, senza ricorrere ai play-out, è per buona parte da attribuire ad un tecnico alla prima esperienza in Serie D, ma arrivato con la voglia di stupire, portando serenità e convinzione in un gruppo che aveva bisogno di togliersi le scorie di tanti, troppi risultati negativi. L'epilogo è stato il trionfo di due giorni fa, davanti ai propri tifosi, contro il Forcoli. Un netto 3-0 che ha fatto da prologo alla festa in campo, negli spogliatoi e sugli spalti.

Mister, riviviamo questa giornata trionfale: qual è il ricordo più bello che ti porti dietro a pochi giorni di distanza?

«E' stata una domenica bella per tutti. Penso sia stata la soddisfazione più grande da quando alleno, anche se in questi casi si dice sempre che la vittoria più bella è sempre l'ultima. Siamo scesi in campo col giusto approccio, la gara si è messa subito bene, poi è bastato far scorrere i minuti sino al fischio finale. Sappiamo di aver compiuto qualcosa di importante. Mi hanno fatto molto piacere le parole del vicepresidente Pardini che mi ha confessato di essere contento perché ero riuscito a riportare sua madre allo stadio. Ho visto addirittura un Brunello Ceragioli molto contento, lui che di solito è piuttosto posato».

In meno di due mesi ha ripreso per i capelli la squadra, portandola ad un traguardo che prima del suo arrivo non sembrava quasi pensabile. Come è riuscito in questa che è una vera e propria impresa?

«Ho ottenuto da subito grande disponibilità da parte di tutti, in particolar modo dai giocatori, che si sono sempre allenati con impegno, voglia e dedizione, senza essere superficiali. Avevano solo bisogno di ritrovare quella serenità che forse era venuta a mancare. Non so come sia stato possibile che una squadra con questi valori si sia salvata solo all'ultima giornata. Onestamente ci è andato tutto bene in questo periodo».

Per una stagione appena finita agli archivi, ce n'è un'altra a cui bisogna pensare. Con la dovuta calma, certo. La domanda sorge spontanea: Simone Giuli rimarrà a Camaiore anche l'anno prossimo?

«Quando ho parlato con la società a marzo abbiamo deciso di pensare soltanto al presente e non al futuro. Io questo l'ho molto apprezzato, perché per me è sintomo di grande serietà. Le promesse nel calcio raramente sono state mantenute, il calcio lo insegna. Non abbiamo ancora parlato di quello che succederà. Da parte mia posso affermare che rimarrei volentieri. Se ci sono le condizioni, un accordo si trova sempre. Naturalmente la dirigenza esporrà i suoi programmi e deciderà di conseguenza. Io sono un uomo che preferisce guardare alla giornata, perché specie nel calcio può succedere tutto ed il contrario di tutto nel giro di pochissimo tempo, ma ripeto, da parte mia sarei onorato di continuare ad allenare questa squadra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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