Il Tirreno

Versilia

Nell’albo d’oro molti nomi toscani

di Massimo Guidi
Nell’albo d’oro molti nomi toscani

Il recordman dei successi è Orrico. Marchioro vinse all’esordio

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. L’affermazione ottenuta ieri dal Latina contro un volitivo Viareggio fa scrivere il nome dei laziali nell’albo d’oro della Coppa Italia: la storia della manifestazione inizia negli anni’70. Anche molti personaggi in qualche modo legati al calcio versiliese sono stati protagonisti della Coppa. Ecco un breve excursus nella storia del trofeo mancato per poco dai bianconeri. Sono stati sette in totale i successi delle squadre toscane, inaugurati dall’Arezzo. Tra le vincitrici figurano anche i nomi della Carrarese, del Livorno, dal Pisa. E anche della Lucchese.

Lorenzetti, Attilio Maldera, Di Brino, Paparelli, Colombo, Berta, Vanzini, Dolso, Salvadori, Lorenzetti, Musa.

E’ la formazione dell’Alessandria che nella stagione 1972/1973 vince la prima edizione della Coppa Italia Semiprofessionisti, così come venne denominata agli albori.

I grigi che sconfiggono (a Roma in gara unica) dopo i supplementari l’Avellino nel quale militava Antonio Bongiorni futuro talent scout dell’Atalanta, hanno in panchina un giovane tecnico destinato a fare strada, Giuseppe “Pippo” Marchioro mentre tra gli undici che alzano il trofeo c’è anche Roberto Salvadori che quattro anni dopo vincerà lo scudetto con il Torino.

Sono i primi personaggi di una lunga serie che partita dalle così dette serie minori è poi arrivata ai massimi livelli come Claudio Ranieri e Luciano Spalletti i quali hanno vinto il loro primo trofeo da tecnici rispettivamente con Cagliari (1989) ed Empoli (1996).

Scorrendo nel dettaglio l’albo d’oro della manifestazione si incontrano nel Monza che si impone nelle edizioni del 1974 e 1975 giocano futuri scudettati come Patrizio Sala, Roberto Antonelli e Ruben Buriani oltre che Roberto Anzolin ex portiere della Juventus che in Brianza chiuderà la carriera e Francesco Vincenzi che con Milan e Roma vincerà anche la Coppa Italia maggiore.

Proprio il Monza è la squadra che detiene il maggior numero di vittorie (quattro su cinque finali), l’ultima delle quali (1990) con giovani rampanti come Gigi Di Biagio e “Spadino” Robbiati che due anni prima aveva già vinto la manifestazione assieme a Pierluigi Casiraghi e Francesco Antonioli oltre a Gaetano Auteri che, assieme a Michele Serena, è l’unico ad avere vinto il trofeo da giocatore ed allenatore.

Il 100% nel rapporto finali/vittorie è dell’altra unica pluri vittoriosa nella storia del torneo, lo Spezia, due successi in altrettante finali disputate. Proprio i liguri sono tra le dieci formazioni, tra le quali anche le nostre Lucchese ed Empoli, ad avere centrato l’accoppiata campionato-coppa.

L’ultima coppa con la serie C unica se l’aggiudica nel 1978 l’Udinese allenata da Massimo Giacomini (futuro tecnico del Milan) che di seguito guiderà i friulani fino in serie A.

La prima squadra a vincere il torneo dopo la riforma dei campionati è il Siracusa (prima anche tra le sette formazioni ad avere vinto il torneo militando in C/2, tra le quali anche il Prato) che ha in mediana Giorgio Biasiolo che spende in Sicilia gli ultimi scampoli di carriera dopo tre scudetti ed una Coppa delle Coppe con il Milan.

Cesare Vitale è un attaccante che negli anni ottanta ha fatto sfracelli nella terza serie nazionale.

Anche con le maglie di Massese, Prato e Pistoiese. E’ suo il record di reti segnate in una sola gara (tre) rifilate alla Salernitana in gara due della finale del 1980.

L’anno seguente arriva il primo dei sette successi toscani (prima finalista era stata la Sangiovannese nel 1977 sconfitta dal Lecco) ad opera dell’Arezzo (allenato da Valentin Angelillo) che batte nel derby la Ternana con un gol nei supplementari di Giorgio Barbana.

Tra le nobili del calcio italiano che hanno vinto il torneo (Livorno, Cagliari, Spal, Pisa, Cesena, Triestina, Palermo) c’è anche la “nobile provinciale” per definizione, il Lanerossi Vicenza che supera nei supplementari il Campobasso con un gol di Alessandri Renica il quale anni dopo vincerà lo scudetto con il Napoli di Maradona.

L’unico tecnico ad avere vinto due volte la Coppa Italia e con due squadre diverse è un altro toscano, cioè Corrado Orrico.

Il maestro di Volpara, come lo definì il sommo Brera, nella sua carriera ha guidato al successo prima la Carrarese e poi la Lucchese nella storica finale della “Favorita” contro il Palermo.

A dire il vero Orrico avrebbe potuto vincere un terzo trofeo, nel 1985, quando la Carrarese fu penalizzata da uno 0-2 a tavolino a favore del Casarano causa un guasto, ad inizio ripresa, dell’impianto di illuminazione dello stadio dei Marmi.

A proposito di record da segnalare che il numero dei successi da calciatore spetta al difensore Ruben Garlini che ha alzato al cielo il trofeo con le maglie di Alzano, Como e Albinoleffe.

Due vittorie per un giocatore di casa nostra, Luca Cecconi vittorioso con Palermo e Como nel quale aveva come compagno di squadra un giovanissimo futuro campione del mondo: Gianluca Zambrotta. Cecconi è anche l’unico nella storia del torneo assieme a Claudio Casale ad avere segnato in due finali diverse.

Ora purtroppo l’albo d’oro della manifestazione si allunga con il nome del Latina. Il Viareggio - che comunque raggiungendo la finale ha già raggiunto un ottimo risultato - dovrà riprovare a entrare nella storia anche il prossimo anno.

Massimo Guidi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa