Il Tirreno

Versilia

«Abbiamo preso due reti evitabilissime»

di Roy Lepore
«Abbiamo preso due reti evitabilissime»

Cuoghi soddisfatto della prova complessiva dei suoi: «Ma non di come è maturato il risultato»

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VIAREGGIO. Una questione di età. E, dunque, di esperienza. Sta anche in questo la differenza fra Viareggio e Latina. Cuoghi, a fine gara, lo sottolinea: l’età media del Viareggio era di 23 anni, quella del Latina era di 28. E non si tratta solo di una questione anagrafica.

Avevate segnato il gol del vantaggio nel momento giusto della partita, allo scadere del primo tempo. Poi nella ripresa il Latina ha ribaltato la situazione vincendo la gara.

«Complessivamente devo guardare la prestazione della mia squadra e di questo sono soddisfatto. Dobbiamo però curare di più i particolari, perché abbiamo subito due gol evitabilissimi. Se fossimo stati più attenti forse sarebbe andata diversamente».

La squadra nel complesso ha dimostrato comunque che il Viareggio se la può giocare anche contro un Latina che è senza dubbio una squadra importante.

«Il campo ha detto questo: credo che a lunghi tratti abbiamo giocato alla pari. Questa partita è stata l'opportunità per rivedere anche qualche giocatore che era un po' di tempo che era fuori per infortunio, quindi è un dato significativo per il finale della stagione che ci vede ancora impegnati. Sotto questo punto di vista sono fiducioso».

Il tecnico del Latina, Fabio Pecchia ha detto che la sua squadra ha vinto meritatamente...

«Ognuno è giusto che pensi quello che vuole e dica quello che crede. Non ho voglia sempre di replicare. Io ho il mio pensiero, lui giustamente ha il suo ed è giusto che lo esprima».

C’è però il rammarico per una sconfitta che potevate evitare.

«C'è per come abbiamo preso i gol. Una parata del nostro portiere non me la ricordo».

Non siete neppure baciati dalla fortuna, perché al Viareggio non capita mai di calciare un pallone sul palo e poi finire in porta, come nel caso del raddoppio di Burrai.

«La foruna aiuta gli audaci, di solito i più forti. Bisogna avere la forza di cercarci questa fortuna. La mia paura è che la squadra pensi che ad ogni errore prendi gol e che veniamo puniti. Abbiamo fatto una buona gara e curando di più i particolari e avendo la cattiveria di portare a casa punti ci riuciremo».

Dopo Andria volevi che i giocatori si prendesesro le loro responabilità.

«Sono stato frainteso, o meglio mi sono espresso male, forse in un italiano non corretto. Volevo dire che anche se sei giovane, non puoi accampare l’alibi di essere giovane: bisogna crescere. Nella vita c'è chi a venti anni ha una famiglia, lavora otto ore al giorno. Ed io volevo dire che anche i miei giovani devono crescere. Se mi sono espresso male, mi scuso e non volevo dire nulla di diverso da questo concetto. I ragazzi a venti anni sono già grandi, perché stanno lontano da casa e devono crescere in fretta. Sul campo devi crescere di pari passo, poi diventa difficile raggiungere certi traguardi. Volevo dire solo questo.Spero di essermi spiegato leggermente meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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