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Versilia

L’annuncio shock di Enrico Mariotti «A giugno lascio»

di Angelo Cupisti
L’annuncio shock di Enrico Mariotti «A giugno lascio»

Il campione del Forte rende pubblica la sua scelta «Ma mi piacerebbe restare in questo mondo...»

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di Angelo Cupisti

VIAREGGIO

Una cosa è certa. La vigilia della gara di giovedì sera in cui il Forte dei Marmi ha superato per 6-1 il Sarzana nell’anticipo della diciottesima giornata non la dimenticherà mai più perché ha annunciato una decisione fondamentale per la vita di un atleta. A fine stagione Enrico Mariotti attaccherà i pattini al chiodo e il nostro massimo campionato di hockey su pista perderà uno dei suoi più grandi campioni, probabilmente il più grande, visto che è stato il primo italiano nella storia a vestire la maglia del Barcellona con cui ha conquistato la Coppa dei Campioni (segnando con il gol decisivo nella finale contro il Porto vinta per 4-3), la Coppa Intercontinentale e Super Coppa Europea e 2 Ligas Espanolas. Enrico Mariotti, quarantaquattrenne, difensore del Forte dei Marmi ha deciso di chiudere con l’hockey giocato e lo farà al termine di questo torneo che lo vede comunque ancora protagonista con la maglia rossoblù.

Enrico, grossetano di nascita, si è formato nella squadra della sua città vincendo tutti i titoli italiani giovanili. Dopo l'esordio in prima squadra nel 1984 si trasferisce a Reggio Emilia, quindi indossa le maglie di Amatori Vercelli, Monza, Seregno, Hockey Novara, vincendo 4 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Coppe Cers. Nel 1996 si trasferisce nella squadra spagnola più blasonata al mondo, il Barcellona, primo italiano nella storia a vestire la maglia blaugrana. Dopo 3 stagioni passa al Reus Deportiu, sempre in Spagna, poi il ritorno in Italia, al Prato; in seguito ha militato con la squadra del Follonica con cui ha conquistato quattro scudetti, quattro Coppe Italia, una Coppa Cers, una Coppa Campioni e una Coppa Intercontinentale. Nel 2008 lascia Follonica per andare al Bassano, ma dopo sei mesi torna a giocare in Spagna nel Voltregà prima e nel Villafranca dopo. Nell'estate del 2010 passa al Castiglione dove svolge il doppio ruolo di allenatore/giocatore, questa esperienza dura sino al 5 gennaio 2011 quando firma per il Cgc Viareggio, squadra allenata dal fratello Massimo con cui vince lo scudetto 2010/11.

La sua è la carriera del giocatore italiano più vincente di tutti i tempi, avendo vinto tutti i titoli, con la Nazionale italiana conquista un Campionato Mondiale all'età di 19 anni, un Campionato Europeo e un Bronzo alle Olimpiadi Barcellona 92, viene eletto “miglior giocatore al mondo" al Mondiale di Milano 93. Nel suo palmares, ci sono anche dieci titoli italiani e dieci coppe Italia, due Super Coppe italiane e una Coppa di lega, un campionato spagnolo e, nelle competizioni internazionali, due Champions league, e cinque Coppe Cers, una super coppa europea e due coppe continentali. Tra i premi individuali conquistati infine ci sono quello come miglior marcatore (18 reti) nella Champions League 2003-2004 con il Prato. Vincitore della stecca d’oro nel campionato italiano, Serie A1 di hockey su pista 1989-1990 con il Seregno (94 reti) superando il precedente record di Pino Marzella di (91 reti) del 1980/1981.

Raccogliamo le sue emozioni al termine della vittoria rossoblù sul Sarzana, un incontro che giudica molto positivo. «Il Forte ha giocato una buona gara contro un Sarzana atleticamente ben preparato. La squadra ha bene interpretato la partita sia in difesa che in attacco dove ha capitalizzato molto bene le occasioni create. E’ un successo importante perché il Forte veniva da un momento non facile e questa vittoria ci dà un'iniezione di fiducia importantissima anche in prospettiva della gara di ritorno di Coppa Cers con il Vendrell».

Le ultime parole sono sull’addio. «Era un po’ che ci pensavo e i motivi sono evidenti. Ho una certa età e rimanere importanti a certi livelli non è facile. Nell’ultimo anno solare, sotto due grandi allenatori (prima il fratello Massimo nel Cgc Viareggio e ora Roberto Crudeli nel Forte dei Marmi) non sono stato molto utilizzato come pensavo e quindi è arrivato il momento di dedicarsi ad altri incarichi».

La speranza di Enrico Mariotti è comunque quella di restare nel mondo dell’hockey. «Spero di sì. Nel nostro sport ci sono più ruoli, posso provare a fare l’allenatore, il dirigente, il commentatore televisivo e, perché no, anche l’arbitro. Ho accumulato diverse esperienze e posso metterle a disposizione. Quando saranno calmate le acque, valuterò le offerte che mi verranno fatte. E poi deciderò».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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