Gioco
Il baby Viareggio non convince mister Cuoghi
Il pari casalingo con la Tritium mette a nudo i difetti «Alcuni giovani devono ancora maturare...»
VIAREGGIO. La partita di Coppa Italia pareggiata contro la Tritium ha evidenziato il fatto che ci sono giovani che fanno parte della rosa che devono ancora crescere ed acquisire l'esperienza necessaria per questo tipo di campionati. Ed è su questo che lavora mister Cuoghi nel corso della settimana.
Allora Cuoghi, cosa è mancato contro la Tritium?
«Che i ragazzi che hanno avuto la possibilità di giocare l'avrebbero dovuta sfruttare, invece è stato l'atteggiamento totale che non era quello giusto, anche perché non ditemi che la Tritium è più forte della Reggiana contro la quale - indipendentemente dalla vittoria conquistata sul campo - la squadra si è espressa in tutt'altro modo. Molti di loro giocano poco o nulla, quindi devono maturare«.
E' la dimostrazione che senza alcuni elementi di esperienza non si possa fare a meno in campo?
«Schierare in Prima Divisione una squadra come quella di mercoledì è rischioso, perché la differenza dai campionati Primavera alla Prima Divisione esiste. Occorre però la mentalità giusta quando scendi in campo. Per esempio a Santacargelo giocò Calamai che la domenica prima non era stato utilizzato. Si è fatto trovare pronto e la domenica successiva lo schierai titolare».
Contro la Tritium hanno giocato elementi che stanno prendendo confidenza con la categoria.
«Sorbo e Conson l'anno scorso giocarono una decina di gare, Pellegrini è quello che ne aveva di più, insieme a Giovinco a cui mancava la continuità. Poi tutti gli altri erano in Primavera».
Il presidente Stefano Dinelli sta lanciando da tempo dei messaggi affinchè qualcuno lo aiuti nella gestione della società.
«Dinelli sta facendo miracoli vista anche la crisi generale che sta creando problemi a tutti. Credo però che a Viareggio ci siano degli sportivi che frequentano lo stadio che hanno la possibilità di dare un contributo anche da 10-20 mila euro che potrebbe servire ad aiutare la società nella gestione. Posso confermare che siamo in regola con le nostre spettanze e di questi tempi nel nostro mondo non è cosa che avviene regolarmente, ecco perché la società merita di essere sostenuta: perchè è gestita da gente perbene».
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