Gioco
«Il rigore? Non c’era Catania ha ammesso di essersi buttato»
VIAREGGIO. E' stato suo malgrado protagonista del rigore che ha sbloccato la partita e che ha permesso all'Avellino di passare in vantaggio. Ma Federico Sorbo non ci sta a subire quella che ritiene l’...
VIAREGGIO. E' stato suo malgrado protagonista del rigore che ha sbloccato la partita e che ha permesso all'Avellino di passare in vantaggio. Ma Federico Sorbo non ci sta a subire quella che ritiene l’ennesima ingiustizia subita dal Viareggio, al sesto rigore contro in otto gare.
E' il sesto rigore contro che vi hanno fischiato contro. E nella circostanza sei il diretto interessato, perché questa volta il tiro dal dischetto è stato assegnato per una tua scivolata.
«L'arbitro non aveva neppure fischiato il rigore. E’ stato uno dei suoi assistenti ad indicare il dischetto, però io non ho toccato il giocatore dell'Avellino. Alla fine della partita Catania mi ha detto di essersi buttato a terra appena si è reso contro che sarei entrato in scivolata sul pallone. La traiettoria poi mi pareva che fosse talmente chiara da far intuire, sia all'arbitro che all'assistente stesso che avevo preso il pallone, visto che la sfera è andata verso la bandierina del calcio d'angolo. Ed invece non esiste essere stati penalizzati ancora una volta. Meno male che Maltese ha segnato. La terna non era nelle migliori giornate. Già prima della gara l'arbitro ha fatto togliere la calzamaglia nera a Gazzoli, perché ha trovato la scusa che avevamo la maglia bianconera, poi ha fatto un sopralluogo sul terreno di gioco perché era indeciso se far giocare o meno la partita. Una volta in campo abbiamo visto i risultati. Per non parlare poi dei due calci di rigore che ci sono stati negati. Abbiamo perso due punti sono arrabbiato, perché meritavamo di vincere, ed invece alla fine ci siamo trovati con questo pareggio che ci sta davvero molto stretto». (r.l.)
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