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Versilia

L’orgoglio di Cuoghi «Fino alla fine io non mollo mai»

di Roy Lepore
L’orgoglio di Cuoghi «Fino alla fine io non mollo mai»

Il tecnico ha incoraggiato Gazzoli dopo il gol subìto «Ci ha salvato cento volte, non deve pensarci troppo»

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VIAREGGIO. Il Viareggio torna ad allenarsi oggi in vista della partita di Coppa Italia di mercoledì a Sant’Arcangelo di Romagna. Ieri ha schierato sette under in campo tutta la partita, contro nessun elemento giovane del Latina (nemmeno in panchina).

Fino in fondo la squadra ha rispecchiato il carattere del suo allenatore, Stefano Cuoghi, che come ormai ripetiamo da tempo è senza dubbio il valore aggiunto di questa squadra.

Il pareggio (1-1) ottenuto grazie al gol di Magnaghi è arrivato quando ormai sembrava che il Latina avesse incamerato i tre punti.

«Fino a quando non arriva il triplice fischio non mollo mai - dice Cuoghi - e non sono sicuro cosa può accadere. Quindi non mi ha meravigliato il fatto che abbiamo pareggiato la partita. L’importante è che la squadra non abbia “sbracato”: in questo momento non mi viene nessun altro termine per rendere l’idea...».

Il Latina nel primo tempo ha giocato bene. «Sono d’accordo, però non ha mai tirato in porta e se non lo fai, puoi anche prendere il gol come è accaduto con noi alla fine e pareggiare la gara. Penso che il punto sia meritato».

Giovani in campo per il Viareggio, nessuno per loro: alla fine la differenza si è vista anche per questo in taluni momenti della gara.

«Sono scelte societarie che rispettiamo - dice mister Cuoghi - a noi piace questa politica, andiamo avanti, facciamo crescere i nostri giovani: una punta del ’93 come Magnaghi, che ha fatto tre gol in cinque gare, non è cosa da poco. Ha realizzato un gol difficile, oltre che importante, perché ha visto il pallone arrivare all'ultimo momento e l’ha calciato piano, preciso e angolato per metterlo dove è andato. Segue i consigli in allenamento, vuole maturare e sono molto contento per lui».

Avete iniziato sbagliando qualcosa. «Abbiamo commesso un errore nei minuti iniziali della gara - conclude il tecnico bianconero - e come un contagio ci siamo impauriti tutti: dobbiamo migliorare e lavorare tanto, lo sappiamo che poteva essere un handicap. Gazzoli? Ho visto che mi guardava sconsolato dopo avere preso il gol. Gli ho detto che ci ha salvato cento partite e di non stare lì a pensarci. Io ne faccio duemila di errori al giorno, e non ci penso neanche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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