Il dolore
Il tiro a segno? Non è solo Tesconi
Pietrasanta vanta 125 anni di storia: «Tanti tesserati e una passione senza età»
PIETRASANTA. L’argento di Luca Tesconi alle Olimpiadi di Londra è stato il punto sportivamente più alto mai raggiunto dal tiro a segno di Pietrasanta. Fondato nel 1887, vanta dunque ben 125 anni di storia, ma in passato una medaglia nella rassegna a cinque cerchi non era mai stata conquistata.
Tesconi in quel poligono ci è cresciuto ed è lì che si è allenato duramente al punto di ottenere un risultato straordinario, che dà lustro a questa associazione. Che però non va identificata nel solo Tesconi.
Il movimento del tiro a segno a Pietrasanta, infatti, consta di attività e settori che coinvolgono i tesserati per le gare sportive ed i ragazzi per l’attività di istruzione e apprendimento di uno sport che troppo spesso è finito ai margini delle cronache, perché ritenuto avere meno appeal rispetto ad altri.
Luciano Bacci, uno dei membri del consiglio direttivo, spiega le caratteristiche del tiro a segno di Pietrasanta: «Abbiamo circa 60 tesserati che partecipano alle varie gare - dice Bacci - divise per categorie: a fine settembre ci saranno i campionati italiani seniores a Milano, ai quali parteciperà anche Luca Tesconi, mentre a Napoli ci saranno quelli juniores. Prenderemo parte a entrambi, sperando di far bene».
C’è poi la parte dei corsi, quella in cui si insegnano le basi del tiro a segno: «La nostra attività comincia a settembre e termina a maggio, le lezioni riguardano i ragazzi dai 10 ai 16 anni e sono totalmente gratuite. Insegniamo a sparare con la carabina e con la pistola da 10 metri, quelle ad aria in compressa in pratica. C’è un buon numero di allievi, tra cui diverse donne».
Ma Bacci ci tiene a sottolineare come l’approccio al tiro a segno non sia limitato ai soli adolescenti: «La fortuna di questo sport è che non comporta un grosso dispendio a livello fisico e dunque la logica dell'età viene meno. L’altro giorno è arrivato al poligono un ragazzo di 23 anni che era interessato a provare: credeva di essere troppo grande per iniziare a sparare e io gli ho detto che non era affatto così».
L’effetto Tesconi, insomma, comincia a farsi sentire, al punto che diversi villeggianti e turisti si sono recati nei giorni scorsi al poligono per vedere di persona dove Tesconi ha sparato chissà quante volte prima di arrivare all’argento olimpico.
(2 - continua)
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