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Versilia

Diletta, l’attesa olimpica sta per finire

di Gabriele Noli
Diletta, l’attesa olimpica sta per finire

Domani la Carli scende in vasca a Londra nella 4x200 sognando la finale. Intanto si scatta foto con Phelps e Lochte

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VIAREGGIO. La prima esperienza olimpica di Diletta Carli è un condensato di emozioni che, per poter essere comprese sino in fondo, vanno provate sulla propria pelle. Una ragazzina di appena sedici anni e neanche tre mesi (è nata il 7 maggio 1996) tanto da essere l'atleta più giovane della spedizione italiana a Londra, sta vivendo ad occhi aperti un sogno che magari nemmeno immaginava fosse possibile, quando ha cominciato a nuotare nella vasca della piscina comunale di Viareggio, tanti anni fa.

Tutto bello, tutto vero. Diletta è una ragazza riservata, che le luci della ribalta preferisce lasciarle ad altri, perché il suo primo ed unico pensiero è far parlare di sé per i risultati che ottiene in acqua, più che per una vita mondana che non le appartiene affatto. Attraverso i racconti del padre Riccardo e dell'allenatore Adolfo Buonaccorsi - in partenza stamattina da Pisa alla volta di Londra - scopriamo lati inediti del carattere di questa sedicenne tutta scuola (frequenta il liceo scientifico "Barsanti & Matteucci") e piscina.

La cerimonia d'apertura e le foto con i suoi idoli. Diletta è arrivata a Londra la scorsa settimana. E sin da subito è stato un fluire continuo di momenti che non finirà mai di ricordare. Come quello della cerimonia d'apertura, ad esempio: «Avendo tre giorni di tempo per recuperare - racconta il padre, Riccardo Carli - ha potuto partecipare alla cerimonia d'apertura di venerdì sera. L'ha vissuta con grande partecipazione e si è divertita parecchio». E poi c'è l'incontro con Ryan Lochte e Michael Phelps, le due stelle del nuoto americano. Un paio di foto, giusto il tempo di presentarsi e scambiare due battute al volo, poi, di nuovo concentrazione assoluta sull'impegno di domani: «Nel villaggio olimpico gli alloggi di Italia e Stati Uniti sono uno accanto all'altro - spiega il padre - e Diletta ha avuto modo di conoscere questi due fuoriclasse. Ma solo grazie ad altre nuotatrici italiane, perché mia figlia non è certo tipo che sarebbe andata di sua spontanea volontà a disturbarli".

Una mensa finalmente ok. E poi c'è un altro particolare curioso che riguarda Diletta Carli: quello della mensa. «Di solito quando va in trasferta non si trova molto bene col cibo. Stavolta, però, forse anche vista la portata della manifestazione, è rimasta favorevolmente impressionata». Insomma, nessun problema sull'alimentazione e, a quanto pare, nemmeno sull'avvicinamento alla gara ovviamente più importante della sua vita.

Ambizioni da finale. Il padre e l'allenatore di Diletta Carli concordano: «Non sbilanciamoci a parlare di medaglie, per quelle dovrebbe succedere qualcosa di imponderabile - dice il tecnico - comunque Diletta sta bene e vive l'attesa con tranquillità, anche se è normale che col passare del tempo un po' di tensione aumenti. La speranza è quella di entrare in finale, provando, se possibile, a spingere maggiormente nei primi 100 metri, poi vediamo cosa succederà, ma siamo fiduciosi». Come fiduciosa lo è un'intera città, Viareggio, che guardando gareggiare Diletta, avrà modo di capire di avere come concittadina, una campionessa non solo del domani, ma anche del presente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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