Sicurezza
Festa per Marco, tifoso malato di Sla
PIETRASANTA. Ci sono storie che ruotano attorno al calcio che non durano 90' e che del 'pallone' come si dice qui da noi in Versilia, prendono il meglio, la voglia di vincere, lo spirito di squadra,...
PIETRASANTA. Ci sono storie che ruotano attorno al calcio che non durano 90' e che del 'pallone' come si dice qui da noi in Versilia, prendono il meglio, la voglia di vincere, lo spirito di squadra, la forza di crederci anche quando sembra finita. La storia di Marco, 51 anni, è una di queste. Infatti il pallone è la sua passione e sin da bambino milita nelle squadre di Marina di Pietrasanta dove abita e dove ha la gran parte dei suoi amici. È un buon giocatore, che piace a tutti non solo per le sue qualità, ma anche perchè 'fa spogliatoio'. Cresce Marco e si fa una famiglia e trova lavoro al Pollino nella falegnameria Bonuccelli a poca distanza dal cuore pulsante della frazione che da sempre è la Capannina dove si ritrovano un po' tutti nella pausa pranzo o dopo il lavoro per un momento di leggerezza e un frizzantino attorno a cui scambiare due chiacchiere prima di rientrare a casa. Ormai sono passati degli anni e quei ragazzi hanno una loro famiglia, e Marco adesso è costretto su una sedia a rotelle dalla più odiosa delle malattie, la Sla, che lo ha inchiodato nei movimenti, ma non lo ha spezzato. Parla con gli occhi e attraverso un computer e sulla sua pagina di Facebook si arrabbia con i politici ladroni e ringrazia sempre tutti. E sorride ancora alla vita. Non è un tipo che si fa dimenticare Marco e la sua contrada di adozione, il Pollino con quel Simone che ne è l'anima pulsante, prima della finale lo vuole in campo e tutti indossano una maglietta 'il Pollino con Marco Luisi'. Marco si commuove, come sempre, poi torna fuori per assistere all'incontro con una maglia neroarancio da vero tifoso. Il Pollino vince al 91' con un gol di Federico Tosi. Marco esulta dentro, partecipa alla festa e insegna agli altri come un uomo in qualsiasi situazione possa trovare la forza di vincere, anche quando l'avversario da battere sembra invincibile e sperare sembra un lusso. (m.m.)
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