Il Tirreno

Versilia

Seravezza, un rito per sognare

di Gabriele Buffoni
Seravezza, un rito per sognare

Anche nella finale-promozione con la Larcianese userà la terza maglia: «Finora ci ha portato fortuna»

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SERAVEZZA. Non sono mai stati molti i tifosi del Seravezza allo stadio (a parte un piccolo gruppo di “irriducibili”), e forse non ce ne saranno a iosa nemmeno domenica a Castelfranco di Sotto, nel Pisano. Dove i ragazzi di mister Bertocchi affronteranno la Larcianese nel match che deciderà quale delle due squadre sarà pronta a fare il gran salto in Eccellenza.

Non è vero nemmeno, però, che il popolo seravezzino si disinteressa completamente del calcio locale, anzi molti sono quelli che nei principali luoghi di ritrovo, al bar in piazza ad esempio, guardano con ammirazione all’impresa di questo gruppo che si prepara a scrivere una delle pagine più belle del calcio versiliese e dello stesso Seravezza.

Mai, infatti, si era raggiunto il campionato di Promozione, perciò lottare per l'Eccellenza appare adesso più come un miracolo che come una realtà.

Niente aspettative particolari quindi in casa verde-azzurra, ma è davvero tanta la tensione, anche fra gli stessi dirigenti. «In città c’è grande euforia, ed anche qui si respira un aria “elettrica” - dichiara il direttore generale Filippo Colasanti - noi dirigenti, così come tutto lo staff tecnico, sentiamo particolarmente la pressione di quest’incontro, sia perché siamo quasi tutti di Seravezza e quindi anche tifosi della nostra squadra, sia perché sappiamo che i nostri sacrifici fatti in questi anni avranno termine, negativo o (speriamo) positivo, nei novanta minuti di domenica. Io in particolare vorrei che tutto fosse già finito, in modo da respirare un po’ più con tranquillità e archiviare la questione. A fallire adesso un obbiettivo simile ci si rimarrebbe davvero molto male».

Forse è il clima non proprio rilassato di questi ultimi giorni che ha spinto qualcuno a compiere i primi riti scaramantici in vista della finale: suscita particolare curiosità in merito la decisione, inizialmente presa quasi per scherzo all’inizio della stagione, ma che poi ha convinto tutti della sua "efficacia" contro la cattiva sorte una volta che i risultati sono cominciati ad arrivare, di indossare la divisa rosa-nera praticamente in ogni partita nonostante essa sia la terza uniforme: la maglia ufficiale infatti riporta i principali colori verde-azzurro della società.

«Siamo scaramantici in maniera particolare - commenta sorridendo lo stesso Colasanti - ma visti i risultati anche chi non ci crede adesso non se la sente di non seguire la tradizione».

Si attende infine il saluto da parte dello stesso sindaco Ettore Neri che però, in pieno accordo con i dirigenti, dichiara: «Come sempre chiamerò per sapere come è andata, ma preferisco continuare a non assistere alle partite: non si sa mai, potrei essere io a portare scalogna, ed è l'ultima cosa che voglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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