Il Tirreno

Versilia

Diletta nuota in direzione Londra

di Gabriele Noli
Diletta nuota in direzione Londra

La giovane atleta viareggina si concentra alle ultime gare che, a soli 16 anni, potrebbero portarla alle Olimpiadi

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VIAREGGIO. Momento-medaglia, stessa iniziale, stesso colore: l'oro. L'eco dell'impresa compiuta da Diletta Carli agli europei di Debrecen non si è ancora smarrito. Rimane un pensiero ben saldo, un punto di partenza sui cui costruire nuovi successi. Il tutto, ovviamente, senza dimenticare quella politica del lavoro e della fatica, prerogativa imprescindibile per chi, da giovane promessa, aspira a diventare una star assoluta.

A soli 16 anni riuscire a frenare l'impeto di un'emozione così grande non è poi cosa semplice, ma da qualche parte Diletta deve pur cominciare, magari aiutata dal suo allenatore, Adolfo Buonaccorsi, che non smette mai di ricordarle, ogni giorno, come non basti un oro continentale per considerari fuoriclasse già formati. Nuotando verso Londra. La strada ormai è già tracciata e va percorsa nuotando, un po' in giro per l'Italia, un po' per l'Europa, ma il punto di arrivo è fin troppo facile da capire: la City.

Nell'aria si mormora (o addirittura si preannuncia) che anche Diletta farà parte della spedizione azzurra alle Olimpiadi, ma lei ancora preferisce non fare proclami: «Aspettiamo a dirlo, perché ancora siamo in attesa delle convocazioni - dichiara -, la nostra staffetta a Debrecen ha fatto bene e sta lavorando positiviamente da diversi mesi. Con l'oro europeo le possibilità di andare a Londra sono aumentate, ma è ancora presto per darlo per certo».

Si può fare meglio. Il tempo con cui la Carli ha nuotato nella vasca ungherese (1'59''41) è molto buono, indubbiamente. Personale di Riccione eguagliato, ma anche consapevolezza che, magari nel lungo periodo, questa prestazione possa essere abbassata: «E' difficile pensare che nel giro di pochi mesi riesca a fare un tempo nettamente migliore - dice - ma avendo solo 16 anni i margini per ritoccarlo ci sono. A Debrecen, ad esempio, mi sono gestita bene nei primi 100 metri, poi ho dato tutto nei secondi 100, rimontando pure una posizione. Il cambio con la Pellegrini? Lo avevamo provato più volte in allenamento e già in un'occasione era successo che il tempo di reazione fosse nullo. Il nostro allenatore, Butini, a prescindere dall'oro voleva conferme e penso che gliele abbiamo date. Questo per noi è stato un grosso risultato, arrivato da un gruppo giovane ma che può dare delle garanzie». Insomma, l'esercito delle giovani azzurre dietro a sua maestà, Federica Pellegrini, sta crescendo. E anche piuttosto bene.

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