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Versilia

Mariotti: «Sarà decisivo bloccare Nicolia»

Il tecnico potrebbe schierare anche stavolta la squadra a zona: «Io ho gli interpreti per farlo»

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VIAREGGIO. Di nuovo di fronte, nell'infinito duello per l'assegnazione dello scudetto numero ottantanove. Ancora uno scontro, il terzo nel giro di una settimana, fra due formazioni che mettono in pratica soluzioni tattiche diverse per raggiungere l'obiettivo della vittoria. Da una parte il Valdagno, certamente più fresco dal punto di vista atletico e più giovane da un punto di vista anagrafico e quindi propenso ad adottare una marcatura a uomo, dove ciascun giocatore ha il compito di marcare stretto, magari negli anticipi, l'avversario. D'altra il Cgc Viareggio, meno dinamico da un punto di vista di continuità del ritmo ma decisamente ricco di esperienza, più riflessivo e perciò propenso alla marcatura a zona dove ogni giocatore ha il compito di presidiare una zona ben precisa della pista.

La rimonta dei bianconeri sabato sera è stata favorita dalla variazione tattica voluta da Mariotti che ha invitato i suoi giocatori ad attendere il limite dei 40 secondi per andare al tiro, un cambiamento della predisposizione in pista del Centro che in pochi si attendevano visto che la squadra viareggina stava perdendo per 6 a 2 al 5' della ripresa. «La difesa a zona, sia essa a quadrato o rombo, non la si scopre adesso - dichiara l'allenatore bianconero - anche perché è con questo tipo di difesa che l'Italia si è laureata campione dl mondo d Wupperthal. Anche in Spagna la usano, magari non spesso, ma la vera questione non è quella di quante sono le squadre italiane che la usano in campionato, bensì perché gli allenatori non la insegnano. Ma voglio andare oltre perché la questione riguarda soprattutto la mentalità degli allenatori che non si adegua e poi non basta che l'allenatore scelga questa o quella marcatura ma resta fondamentale avere in squadra giocatori ricettivi e per fortuna nel Centro li ho».

Poi Mariotti aggiunge: «Il Valdagno ha un giocatore imprevedibile e veloce come Nicolia mentre in questo momento ci manca Motaran, un difensore grintoso, dinamico, adatto a marcarlo e quindi ho dovuto adottare soluzione idonee. Ma l'aspetto fondamentale è quello di avere giocatori che sappiano adattarsi al meglio a queste scelte. Il Centro non solo ha giocatori con queste caratteristiche ma schiera dei ragazzi che in pista gettano grinta e soprattutto un grandissimo cuore. Sono convinto che, cercando di arginare le caratteristiche del Valdagno, di fronte al nostro pubblico, il Centro punterà a sfruttare nuovamente il fattore pista e , ne sono convinto, lo farà lottando con tutte le proprie forze soprattutto con il solito immenso cuore».

Angelo Cupisti

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