Il Tirreno

Versilia

Dopo il fallimento-Maurizi la rimonta firmata Cuoghi

di Massimo Guidi
Dopo il fallimento-Maurizi la rimonta firmata Cuoghi

Oltre all’arrivo del nuovo tecnico dopo la parentesi di Cecchino Bertolucci decisivi gli arrivi a gennaio del bomber Zaza e del portierone Gazzoli

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VIAREGGIO. Una stagione vissuta… pericolosamente. Come le due precedenti in Prima Divisione. E come le due precedenti, conclusa con una salvezza strameritata e che porta la firma, senza nulla togliere a chi è andato in campo, del presidentissimo Stefano Dinelli - alla settima stagione sulla plancia di comando, come i grandi dirigenti della storia bianconera - e del tecnico Stefano Cuoghi. Arrivato sulla panchina bianconera a undici giornate dalla fine, il tecnico modenese ha saputo dare un'anima ad una squadra che stava andando in campo quasi rassegnata.

Una stagione iniziata con un segno negativo. Prima l'eliminazione in Coppa Italia ad opera di formazioni di categoria inferiore, poi un avvio di campionato segnato da cinque sconfitte consecutive compresa quella a tavolino contro il Carpi di Maddaloni (che le zebre avevano vinto sul campo) per il pasticciaccio Monopoli che aveva riportato alla mente dei tifosi più datati quello simile combinato dalla dirigenza viareggina una trentina di anni prima con Tilotta. Il nuovo tecnico Agenore Maurizi non sembra molto preoccupato, anche se la squadra sembra fare fatica sia ad assorbire i suoi dettami tattici che il suo modo di concepire i rapporti nello spogliatoio. Il primo punto ufficiale arriva dalla trasferta di Foggia e la prima vittoria a Pavia contro una diretta concorrente nella lotta alla salvezza. Ma la seguente sconfitta interna con il Como porta la dirigenza a dare un colpo di spugna con l'esonero di Maurizi.

Favarin sembra in pole position per guidare i bianconeri ma il presidente Dinelli ed il diesse Dolci decidono di dare fiducia a "Cecchino" Bertolucci che aveva iniziato la stagione come secondo di Maurizi. Il tecnico viareggino esordisce a Lumezzane (sconfitta di misura) ma riesce ad ottenere una vittoria casalinga, la prima e dal grande perso specifico, contro il Foligno. Ora la squadra sembra avere recuperato un po' di serenità anche se a Pisa i bianconeri perdono una partita più con la testa che con le gambe. Il successo con la Reggiana ridà un po' di fiato alla truppa, ma la netta sconfitta con il Benevento e soprattutto quella interna con la Tritium prima della sosta natalizia fanno ripiombare la squadra nello sconforto. Alla boa di metà campionato il Viareggio gira in quindicesima posizione con sei punti di vantaggio sul Foligno ultimo della classe e a meno quattro dalla zona salvezza.

L'anno nuovo non riparte sotto buoni auspici. Una sola vittoria, con la Spal, e quattro sconfitte, l'ultima delle quali sul campo di Avellino porta lo staff dirigenziale alla decisione di sollevare dall'incarico Bertolucci e ad affidare la squadra a Stefano Cuoghi. Tre allenatori in una stagione, un evento inedito nella pur giovane storia dell'Esperia. Nel frattempo il diesse Dolci è intervenuto sul mercato cedendo qualche giocatore dimostratosi inutile alla causa e inserendo in rosa tre giocatori i quali a gioco lungo si dimostreranno determinanti: il portierone Gazzoli, viareggino che mai aveva difeso la porta delle zebre, il regista Berardocco, troppo presto ripudiato dal Pisa, e soprattutto il talentuoso attaccante Zaza, tecnica e potenza da vendere, una specie di Gigi Riva della terza serie.

Cuoghi, ironia del destino, esordisce proprio a Monza con un successo, ma la settimana seguente le zebre steccano in casa con il Pavia. Due vittorie consecutive - a Como e in casa con il Lumezzane - sembrano rilanciare Fiale e compagni verso la salvezza diretta, ma le sconfitte di Sorrento e in casa con la Pro Vercelli riportano tutti alla realtà. Anche per questa stagione la salvezza passerà dai playout. Dopo questi due stop c'è alle viste la trasferta di Foligno nella quale i padroni di casa si giocano una delle ultime chances per evitare l'ultimo posto. Ma le zebre reggono bene l'urto tornando a casa con un pari che significa evitare quasi certamente l'ultimo posto. Mancano quattro giornate alla fine della stagione regolare e le penalizzazioni (che colpiscono soprattutto Spal e Como) abbinate a qualche passo falso delle dirette concorrenti nella lotta per la salvezza riaprono un barlume di speranza in chiave salvezza diretta alimentate dal successo nel derby con il Pisa, risultato che mancava da 18 anni. Determinante a questo punto sembra la trasferta di Reggio Emilia. Le zebre la interpretano bene: vanno in vantaggio ma poi una cervellotica decisione del direttore, pardon della direttrice di gara, nega un rigore solare alle zebre che vengono raggiunte nel finale. Ora la salvezza diretta appare veramente una chimera. Ma Cuoghi sprona i suoi a darci dentro fino in fondo. Arrivano così le vittorie sul Benevento e poi sulla Tritium che non servono. Il Viareggio si piazza al tredicesimo posto, quello utile per la salvezza. Peccato però in compagnia del Como con il quale i bianconeri sono in svantaggio per differenza reti totali.

Dunque per il terzo anno di fila si va ai playout. Dopo paganese e Cosenza l'avversario si chiama Monza. Si comincia nel migliore dei modi con un successo al Brianteo firmato d'Onofrio.E finisce ancor meglio con il 4-1 del ritorno.

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