Il Tirreno

Versilia

Cascione, un viareggino alla corte di re Zeman

di Gabriele Noli
Cascione, un viareggino alla corte di re Zeman

Il giocatore fra i protagonisti della promozione conquistata dal Pescara: «Stagione straordinaria: e pensare che all’inizio abbiamo perso 4 partite di fila»

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VIAREGGIO. Adesso che la Serie A è un traguardo raggiunto, Emmanuel Cascione e i suoi “fratellini” sono tutti più contenti. Zdenek Zeman è riuscito a metter su non soltanto un luna park in grado di far stropicciare gli occhi non solo ai bambini, ma anche alle decine di migliaia di tifosi che settimanalmente, da settembre ad oggi, sono andate allo stadio o sono rimaste incollate alla tv, ad ammirare i gol a ripetizione di Immobile, i numeri da circo di Insigne, le geometrie naturali e spontanee di Verratti, ma anche la disarmante facilità con cui Cascione ha unito quantità e qualità, seguendo alla lettera i dettami del suo allenatore. La soddisfazione di metterci anche un po' di viaregginità - quella che caratterizza l'esperto mediano - in questa promozione in A che era assente in riva all’Adriatico da diciannove anni, non manca.

Emmanuel, è tutto vero. Adesso potete finalmente festeggiare...

«E' incredibile. All'inizio dell'anno nessuno se l'aspettava. C'è stato un periodo in cui abbiamo avuto paura di perdere questa occasione, perché avevamo perso quattro partite di fila. Quello è stato davvero un brutto momento, ma poi vincendo 6-0 a Padova abbiamo ritrovato la convinzione di poter raggiungere il nostro obiettivo. Da lì in poi, infatti, abbiamo avuto pochi problemi, dominando in tante partite, compresa l'ultima con la Sampdoria».

Un gruppo giovane il vostro, ma che ha sorpreso tutti per la grande maturità mostrata.

«Anch'io sono rimasto stupito di questo. Il gruppo ha saputo arrivare in fondo senza paura, con la testa giusta e con la massima umiltà. Già da gennaio avevamo capito che avremmo potuto lottare per riportare il Pescara nella massima serie».

Un'annata indimenticabile, caratterizzata però da due lutti che vi hanno visti, vostro malgrado, protagonisti: quelle di Franco Mancini e di Piermario Morosini. Che ricordo hai di loro?

«Franco era un collaboratore del mister, lo vedevamo tutti i giorni in allenamento. E' stato un grande dolore per noi perderlo. Ma anche la morte di Piermario è stata un autentico shock per me. Avevamo giocato assieme due anni fa a Reggio Calabria e ci eravamo persino parlati nel sottopasso, prima di entrare in campo».

Come hai reagito a queste perdite, indubbiamente pesanti?

«La prima settimana dopo il decesso di Piermario, dico la verità, sono rimasto un po' scombussolato, poi si sa, il tempo rimargina le ferite. Adesso, comunque, sto meglio».

Tornando alle cose positive, in questi giorni non si fa altro che parlare di Verratti e Insigne che, secondo insistenti voci di mercato, potrebbero finire alla Juventus e al Napoli il prossimo anno. Tu che li conosci bene, sono già pronti per approdare in una grande squadra?

«Nella mia carriera ho visto pochi ragazzi che a vent'anni erano in grado di fare quello che hanno fatto loro quest'anno. Sono giovani, ma hanno già mostrato grande personalità. A mio parere Prandelli ha convocato Verratti in nazionale perché pure lui si è reso conto delle qualità di questo giocatore, che per me sono 10 volte superiori rispetto al valore medio della Serie B».

E parlando di te, invece, grazie a Zeman hai tenuto un rendimento altissimo per tutta la stagione.

«Devo dare merito al mister che mi ha cambiato ruolo, facendomi giocare da mezz'ala sinistra: una posizione che mi ha permesso di esprimere tutte le mie qualità anche in fase d'attacco, visto che ho segnato sei gol in campionato».

Ma ti vedremo ancora a Pescara l'anno prossimo?

«Questa è la mia priorità, ma per adesso non ci sono certezze. Attualmente sono in scadenza di contratto, ma già da un po' di tempo sto parlando con la società per il prolungamento: sul piano economico abbiamo trovato un'intesa di massima, ma bisogna ancora valutare la durata del contratto ed il progetto che la dirigenza ha in mente di attuare. Parlerò anche con il mio procuratore e valuterò, anche se di altre proposte da squadre non ne ho ricevute. Tornare in Serie A era il mio obiettivo e vorrei farlo ancora con questa maglia».

Per altro la presenza in rosa di Bruno Martella, esterno del Viareggio ma che sino a gennaio ha militato proprio a Pescara, ci permette di parlare anche delle zebre.

«Bruno è un ragazzo che ha una grande fisicità, deve solo maturare e fare esperienza. Io sono molto legato al Viareggio e non nego, come già detto altre volte, che mi farebbe molto piacere un giorno poter indossare la maglia bianconera. Riguardo alla possibile salvezza non dico nulla per scaramanzia, ma sicuramente farò il tifo per una squadra a cui sono molto legato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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