Attenzione
Chicchi, un sogno rosa chiamato Giro
Il velocista di Nocchi sta ritrovando a suon di vittorie la forma perduta. E spera di portare a casa almeno una tappa
VIAREGGIO. Gli alti e bassi sono all'ordine del giorno nella carriera di uno sportivo. E i corridori non fanno certo eccezione. Possono passare da stagioni esaltanti, ad altre da cancellare. Ed è qui che a fare la differenza è la forza mentale. A Francesco Chicchi, in sostanza, è successo questo: un 2010 da incorniciare, con sette successi all'attivo, un 2011 fallimentare, prima della risalita, che lo ha visto già vincere cinque gare (due tappe al Tour de San Luis in Argentina, una alla Tre Giorni delle Fiandre, la Nokere Koerse e la Handzame Classic) quest'anno. Il corridore di Nocchi di Camaiore, in forza alla Omega Pharma-Quickstep ha trovato la luce in fondo al tunnel, dopo un periodo in cui le motivazioni, a causa proprio della carenza di vittorie, sembravano esser venute meno. Un folgorante avvio di 2012 ed un grande obiettivo in testa: provare ad aggiudicarsi una tappa al Giro d'Italia.
Francesco, con questi successi ti sei lasciato alle spalle un anno da dimenticare.
«Quella passata è stata una stagione fallimentare, dopo un 2010 parecchio prolifico. Probabilmente c'è stato un rilassamento, nonostante mi fossi comunque preparato bene durante l'inverno. La squadra mi dava comunque fiducia, con i compagni che ogni volta cercavano di mettermi nella condizione migliore per tentare di vincere la volata. E' stata una parentesi negativa della mia carriera da dimenticare in fretta».
Come sei riuscito a voltare pagina?
«Lo scorso novembre sono ripartito allenandomi per due mesi in Versilia, spesso e volentieri con Alessandro Petacchi. Poi con il direttore sportivo della squadra abbiamo stabilito quali gare a cui prendere parte, almeno sino al Giro d'Italia. Io avevo manifestato la mia intenzione di cominciare il prima possibile, ecco perché ho gareggiato in Argentina i primi giorni dell'anno».
E proprio in quell'occasione, al Tour de San Luis, hai colto ben due successi.
«Stavo bene fisicamente, sentivo di avere maggiore esplosività in volata rispetto ai miei avversari e anche grazie all'apporto della squadra sono riuscito a vincere due tappe».
Ma non ti sei fermato qui: in primavera, infatti, ecco altre tre gioie.
«Nelle classiche del Nord mi sono sempre trovato a mio agio. In una di queste ho pure vinto su uno strappetto. E' da qui che ho capito di aver ritrovato la condizione migliore».
Il tuo grande obiettivo di stagione è il Giro d'Italia. Come ti stai preparando?
«Il 22 aprile parteciperò al Giro di Turchia, che su un totale di otto tappe ne prevede almeno tre per velocisti. Cercherò di impormi anche lì per arrivare al Giro al top della forma. Negli anni passati non sono mai riuscito ad andare a podio. Stavolta ci sono molte tappe con arrivi in volata, almeno sulla carta. Io proverò a vincere almeno una».
Ed una delle tappe partirà proprio dalla Versilia, precisamente a Seravezza.
«Sarà particolarmente emozionante, visto che saremo a pochi chilometri da casa mia. Ci sono corridori che non hanno questa fortuna, perché magari il Giro nemmeno sfiora le zone in cui abitano».
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