Gioco
In Catalogna un locale tutto viareggino aperto dall’ex Uribe
VIAREGGIO. La trasferta, attesissima, in terra catalana per la supersfida Barcellona-Cgc verrà ricordata non solo per la la sconfitta subita dalla squadra di Massimo Mariotti al palauBlaugrana e...
VIAREGGIO. La trasferta, attesissima, in terra catalana per la supersfida Barcellona-Cgc verrà ricordata non solo per la la sconfitta subita dalla squadra di Massimo Mariotti al palauBlaugrana e dalle polemiche sulla direzione arbitrale al termine della gara Noia-Candelaria. Ma pure per la sorpresa davvero simpatica che Caterina, Chiara, Michele e Paola, i più testardi tifosi di hockey, hanno avuto a Blanes, comune di quarantamila abitanti della provincia di Girona, dove praticamente comincia la Costa Brava.
Stanchi e affamati per gli spostamenti, ma con la volontà di salutare un amico trasferitosi nella cittadina catalana, il gruppo di questi appassionati sono rimasti a bocca aperta quanto hanno visto il locale gestito da Marcelo Uribe, l’ex giocatore del Cgc e Prato, che proprio a Blanes ha spostato la propria splendida famiglia. Ebbene, il locale, dove si mangia veramente bene a prezzi modici, si chiama la Burlamacca, in onore della maschera viareggina. Ma non è tutto. Sulle vetrate del locale, Uribe ha fatto scrivere interamente tutte le parole del testo di “Come un coriandolo”, la mitica canzone del Carnevale di Viareggio.
È stata davvero una scoperta inattesa, una specie di regalo inaspettato che ha procurato un’emozione incomparabile, facendo dimenticare lo sconforto incassato due giorni prima a Barcellona. Grandi abbracci fra i tifosi e Uribe, fotografie a ripetizione, ricordi e commenti sull'ultima festa di Carnevale, l'invito a essere presente alla prossima edizione, la consegna a Uribe della bandiera del Carnevale ed infine… una magnifica spaghettata di mare consumata in una manciata di secondi per la gran fame.
Poi il rientro a Barcellona, i commenti positivi di un’improvvisata che ha reso meno triste il doveroso ritorno, con un appendice importante; l'utilizzo di un social network per avvertire la Fondazione Carnevale della scoperta. «’Un si sa mai». (a.c.)
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